Archivi Blog

Il giorno della regina Ester

Immagine

Ora chino la testa per pregare, e le mie ginocchia sono 

corone di spine, e le stringo con le braccia,

e dondolo sulla schiena, intonando il mio pianto

da bambina.

Poi la mia richiesta sfrontata 

da madre.

Ti abbraccio intenerita, infine,

da amica.

Ora rendo le mie mani tese come 

il filo colorato dei ricami

delle speranze, dei sogni, delle preghiere accennate a parole

e pensate per millenni di attimi, 

e attese, 

su piedi umiliati e testardi,

e occhi sospesi,

a cercare risposte,

da sposa.

Ecco, oggi è il giorno della regina Ester, nello spazio esteriore,

invoco e appoggio il mio capo tremante

sulle spine intrise del tuo sangue benedetto, sulla nuda terra, io regina di niente, mi immergo.

E non so sperare, so solo pregare, prego due parole e poi non so più.

Il mio vestito è macchiato di rosso, e il mio cuore frulla e ho freddo,

e ho paura, 

bambina, madre, amica, sposa e regina.

La corona rotola, i capelli si sciolgono, la voce si smorza, la schiena si piega, tengo stretto il mio amore anche se fosse lui, la spina più infetta.

A te, guarire: inviare angeli e germogliare speranze, a te, sangue mistero del nostro sangue ribelle.

Io, resto qui, 

finché tu 

non ti muovi.



Annunci

Le voci ad ora tarda.

Immagine

È come respira un bosco,
silenzioso e segreto.
Traspare
il velo della luna.

20140220-173130.jpg

La mamma che vola.

Immagine

20140103-161514.jpg
Questo è il ritratto che mi ha fatto mia figlia Susanna, 10 anni tra pochi giorni. Lo ha intitolato: “Mamma che vola”. Mi ha fatto stare in posizione come modella, con le braccia aperte e sporta in avanti, “proprio come se stessi volando, perché stai volando!”.
Ho sempre profondamente creduto nell’empatia e nella capacità straordinaria di intuito dei bambini. In questo attimo presente, io so che non sono mai stata disegnata in un modo più vero di questo, e non sono mai stata compresa, in un modo così profondo. Spero di poter rimanere sempre, anche tra cent’anni, nei suoi ricordi, “la mamma che vola”… Non solo è molto romantico!!! È soprattutto vero. La parte più autentica di me.