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Luminose. (I bambini scatenati dopo la Messa)

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Rimanere luminose e diffuse in un Amore al quale abbiamo donato la vita

E dialogare di come donarsi, 

Un raggio di sole a ciascuna.

Nel sole, tutte, tutti insieme o nulla,

Nel ventre del sole, vicino al battito infinito del suo cuore, 

Tutte, tutti insieme, 

O nessuna.

(Chiedo scusa dell’umiltà che mi manca quando la passione mi brucia

E spalanco sottili tagli, come quelli della carta che solca in un attimo la pelle,

Ritrai dolorante la mano, ma su quella carta viveva una preghiera.)

Ma.

Ma così i bambini scatenati dopo la Messa si rincorrono, prima fanno due volte il giro della stanza, poi inevitabilmente aprono la porta, escono urlando di gioia, vanno al sole a giocare. Mentre il telegiornale ignorato in sottofondo alla cena sfonda il vetro del televisore, avverto nel cuore il dolore, le urla dei cristiani perseguitati, uccisi, cacciati, affamati, sperduti, e so che non possiamo più restare chiusi nel nostro piatto pieno, nella generosa elemosina.

No, non più.



Uno

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Niente mi strapperà dalla bellezza
E la bellezza sei Tu
– e siamo noi, nel vento di temporale di ieri,
le nostre risate ad intrecciarsi e sciogliersi,
purissime.
L’armonia che ragiono come possibilità o sogno
è al contrario,
una Presenza
Viva,
Abisso
di Gioia.
L’attesa,
la musica.

(Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n.41 “Jupiter”, secondo movimento)
https://m.youtube.com/watch?v=prJ83R0Ev_8

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