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Il silenzio nell’adorazione Di Te 

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Il silenzio nell’adorazione

Di Te

Trasforma ogni supplica in un sussurro gentile

Scioglie i capelli tirati,

Abbassa gli sguardi, sollecita sorrisi,

Fluisce il silenzio nel nostro cuore il Tuo,

Si espande il silenzio e ci inspira

Voliamo tutti nel tuo respiro, così per questi attimi

Ogni desiderio si sospende,  

Perché abbiamo già

Tutto.

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La tua pretesa.

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Nelle preghiere inesauste di una vita,Nel peregrinare tra strade strette strozzate

Perdendo il fiato, anche senza mai

Senza mai vedere, solo correre e annaspare

Nelle lacrime spesse e dolorose delle mattinate in solitudine,

Nelle lacrime soffocate, non viste, mangiate con i sussurri

Delle periferie delle nostre 

Inesauste preghiere,

In questo silenzio supponente, sfiancante, inutile,

Nella sempre più stanca debolezza, nell’aumentare delle medicine,

Nella ostinata resistenza, nella nostra ingenuità a pensarti buono, 

Nella nostra inettitudine a farci ascoltare, 

Nella sordità della tua indifferenza,

Nella nostra umiliazione, nel nostro dover sempre pagare il conto,

Nell’ipotesi non provata di quella che chiamano la tua misericordia,

Nell’ospedale da campo del mio cuore, dilaniato

Dalle grida altissime di tutti i morenti, i morenti,

I feriti, la mancanza, grigia e ferma d’amore,

Nell’immaginarsi disperato del bambino solo, che qualcuno 

Ci sia, anche non visto, a pensare a te, a non abbandonarti,

Nello smaniare parlando da sola, impazzita a cercare miracoli

Che ormai so dati a caso, senza una vera cura, noi condannati

A restare invisibili, senza amore, perché così ti va,

In tutto questo dolore spalancato,

Comprendo in me:

Sei Tu, 

Sei Tu che hai bisogno

Di essere perdonato da me.

  

Piccola attesa del miracolo.

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Sulla fronte rilassata dai pensieri scivola un ciuffo di capelli sfiora le sopracciglia,

sfoglio la pagina del libro, la luce fuori invita la piccola meditazione

come le tue chiare parole semplici arrivano all’essenza della chiamata sempre instabile

come le fusa della mia gatta felice per una carezza e la certezza dei biscotti dentro il solito cassetto,

non altro, non altro, l’arrendermi a ricevere il tuo dono, la mattina presto, senza poter restituire 

non altro, quella che sta con la mano tesa a coppa, lo sguardo sul palmo segnato da mille

pieghe spezzate in attesa

sfoglio la pagina del libro, ricomincio da un timido sorriso, imito la mia gatta

inconsapevole nell’attimo presente, del miracoloso cassetto.