Archivi tag: Miracolo

Rosa canina asissiensis 

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Il tuffo in te

Mi salva,

e ti crea, gentile.

Tace il rumore del mondo

Emerge una musica,

La invito a restare.

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Piccola attesa del miracolo.

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Sulla fronte rilassata dai pensieri scivola un ciuffo di capelli sfiora le sopracciglia,

sfoglio la pagina del libro, la luce fuori invita la piccola meditazione

come le tue chiare parole semplici arrivano all’essenza della chiamata sempre instabile

come le fusa della mia gatta felice per una carezza e la certezza dei biscotti dentro il solito cassetto,

non altro, non altro, l’arrendermi a ricevere il tuo dono, la mattina presto, senza poter restituire 

non altro, quella che sta con la mano tesa a coppa, lo sguardo sul palmo segnato da mille

pieghe spezzate in attesa

sfoglio la pagina del libro, ricomincio da un timido sorriso, imito la mia gatta

inconsapevole nell’attimo presente, del miracoloso cassetto.

Una nuova amica è giunta silenziosa.

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Una nuova amica è giunta silenziosa, quest’estate.
Non sapevo che l’avrei incontrata, e mi pacifica
e mi accarezza l’anima, indovinare nel corso dei vai e vieni
quotidiani la sua silenziosa,
armoniosa compagnia.
Nessuno ha mai raccontato di lei
segreti celesti che io so, adesso,
perché li vedo rispecchiarsi in me,
nei passi incerti e lieti del mio crescere,
e nell’amare.
Lei ed io, di fronte allo Specchio
degli Occhi dell’Amato siamo
dolci spose e sorelle trepidanti, ma lei,
esperta e forte, per mano
mi accompagna.
Umile, imparo da lei senza saperlo,
piena di gratitudine, io le voglio bene.

Vorrei dire tante cose che si usano dire in queste occasioni: “sebbene io non fossi degna…”, “come in una spirituale rivelazione…”
Ma non è così. Io e lei, amiche, siamo uguali,
il capo protetto dallo stesso Velo.

…Forse le è piaciuto il nome d’arte che mi sono scelta,
Che in pochi ricordano,
Che è il mio cammino,
la lontana mia meta.

Se ricordi il mio nome, saprai chi è la mia amica,
una vita intima chiusa, come una fruttuosa serra in un segreto luogo,
dove fiorisce perfetta
Letizia.

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Specchio d’acqua

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Specchio specchio dell’acqua che rifletti
La pianta dei miei piedi appena germogliata,
Non aprirti, non cedere al mio passo, se
Le mie palpebre si illuminano,
E oltre la tempesta,
Mi bacia il sole.

Specchio buono, specchio incuriosito,
Lei mi aspetta e mi tende le mani,
Sette passi più in là, per insegnarmi
A camminare…

Nel suo sorriso io volerei all’istante,
Ma nell’attimo presente della gatta – occhi paurosi e pigri,
Forse esiteremo ad appoggiare il piede?

O specchio azzurro, specchio di lago, specchio di mare
In tempesta, specchio di roccioso scivoloso torrente in discesa,
Specchio come l’acqua della spiaggia dei bambini,
Specchio, specchio, riflettimi e sostienimi,

Tu sei l’unica strada.

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Alcuni Haiku

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La casa nuova
Delle ore di preghiera
– Come il sonno,
Sorprende la risposta.

Gioco d’amore
Nel tessere, tremanti
Melodie.
Baci che risuonano.

Le fusa della mia gatta.
Un attimo puro,
rosa dell’aurora.
Ecco le buone notizie.

Umiltà
Madre a cui mi espongo,
voce quieta.
Sede della Sapienza.

Gesù Abbandonato
Tu sei il mio limite,
Mani ferite,
Braccia spalancate.

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L’attimo prima del miracolo.

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L’attimo prima del miracolo
quando non sai se credere alla gioia,
non sai se cogliere la speranza
che ti germoglia in cuore…
il senso di vertigine,
l’entusiasmo ed il silenzio,
la musica che smette.

E poi riprende.

Hai aspettato tanto,
mancano le parole, il respiro,

il più timido grazie del mondo,
vorrebbe esplodere in una vita di gratitudine.
Invece
la speranza
ascoltata,
è silenziosa, delicata…

un urlo sconnesso di gioia
che si fa canzone.

Perchè è così infinitamente incerto
e fragile
l’attimo prima

del miracolo.

(Musica: “C’è tempo” di Ivano Fossati. Immagine: Giotto, La dormizione della Vergine)

http://m.youtube.com/watch?v=N9NfWWVumaU

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A Susanna.

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Mi è giunto in dono, inaspettatamente,
Un petalo di fiore profumato.
È volato dal cielo, planando in una danza
Silenziosa, sul palmo della mia mano.

Non sono pronta, non sono perfetta,
Non so come trattare questo dono.
Temo di stringere troppo, e stropicciarlo,
Oppure troppo poco curarlo,
E scambi la mia debolezza
Per affaticata indifferenza.

Non è così, non è così, pianse l’indegna
Prescelta dal misterioso disegno.
Ti amo fino al sangue, fino al vuoto
Di me, ti amo fino al sorriso, fino al gioco,
Fino a stravolgere la mia più profonda
Disordinata essenza.

Come farò quando sarai grande
E nascerà tra le pieghe dei miei occhi la gioia
Di raccontarti di me?

Dolce petalo di profumato fiore,
Bianco e puro e semplice, così più bello
Tu, che mi conquistasti con uno sguardo velato
E indagatore, tu,
Che porti il nome di un altro sogno
Restato tra le nuvole e mai sceso, che racconta me,
Tu che sei non mia, ma nostra,
E non nostra, ma Sua,
Sei venuta a salvarmi dall’egocentrica trappola
Preparata astutamente dal maligno
Per le orgogliose e stolide pseudo-poetesse,
Solitario piedistallo – preludio di una triste fine da sirene,

Più mi ferisci fino a sanguinare, più mi salvi…

Farmi vuota per te mi libera da me stessa,
E mi predispone al tempo Eterno,
E all’Amore, al quale
Ho consegnato il senso della mia esistenza.

Per te doveva passare la mia strada
Di vocazione, senza
Non avrei mai saputo
Dell’Amore e della Croce.

E ti sento dormire, e mi accorgo,
Di una concreta constatazione mi illumino,
In questo pomeriggio di vigilia:
Non so se di più io cerco di educare te a spiccare il volo
O invece sei tu,
Che stai al gioco, e stai educando me.

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Vivere davvero.

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Maria è una creatura la quale ha capito la vita e l’ha vissuta: non ha passato gli anni a coltivare illusioni e ad aspettare occasioni, e gemere su delusioni, svegliandosi ogni mattina con un’ angoscia nuova per addormentarsi la sera con una sconfitta in più. Ella ha colto dall’esistenza quanto di più bello l’esistenza può dare: la fede nell’Eterno; la decisione di vivere minuto per minuto l’unione con l’Eterno.
Igino Giordani

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