Archivi tag: Gioia di vivere

La guarigione.

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“Le nuvole venivano trascinate via dal vento con una forza incredibile. In questo mondo non c’è posto per le cose tristi. Nessun posto.”Banana Yashimoto, “Kitchen”
È così, ritorna l’allegria anche dopo una giornata

Di verità e dolore.

Le ferite si richiudono, le cicatrici fanno il solletico, 

Ma solo per poco, poi diventeranno 

Solo segni, insensibili al tatto.
Nei colori di un fiore ho visto qualcosa di nuovo, 

Aspettavo di vederlo! 

Un’amica mi ha dato una mano.
Perché è così, ieri era una spessa tenda nera, poi d’improvviso

Si apre una finestra, entra il sole, 

Ancora qualche giorno,

Ancora qualche giorno per la guarigione.

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I danni del vento.

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I danni del vento
pretendono le lacrime,
stamattina avevo cominciato a inumidire il viso,
figlietta mia…
ma il vento impetuoso non ha colpa,
perchè io e te ci amiamo.

Gioie e malinconie riempiono i giorni,
e i giorni scorrono come i respiri quando corri,
siamo nate per rinascere dalle risate dei bambini
no, figlietta, l’ombra non conquisterà mai i nostri cuori,
perchè io e te ci amiamo.

Siamo immerse in un Amore che non può asciugarsi,
ed è questo, quello che conta.
Tutte le cose si perdono, finiscono, inaridiscono,
Decadono, scadono, si rompono, invecchiano,
e l’entusiasmo per le cose sempre,
Quasi istantaneo si spegne.

Ma io e te ci amiamo,
dell’amore più puro e tenero del mondo,
tu sei la mia figlietta benedetta
e nessun male, nessun dolore mai al mondo potrà cancellare questo dono,
il dono che tu sei per me.

E mentre ci slanciamo ad amare,
la tempesta di vento diventa una primavera,
le lacrime una rugiada,
e quello Sguardo che ci rende sorelle,
quel miracolo incompreso al mondo,
finalmente,
ci consola.

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Reciproca vulnerabilità per il reciproco amore. (Empatia)

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Da una pagina Facebook che amo frequentare, trovo uno stupendo elogio della VULNERABILITÀ. Mi piace moltissimo, e sono totalmente d’accordo con queste parole, anche se spesso il comportamento vulnerabile viene tacciato di debolezza, e la fragilità viene giudicata quantomeno inopportuna. Invece questo ricercatore inglese afferma che la vulnerabilità è la base dell’empatia, e quindi di una relazione veramente profonda e di qualità.
Il brano è tradotto a mia cura. Il video è in inglese, ma è comprensibilissimo.

http://m.youtube.com/watch?v=1Evwgu369Jw

Da Brené Brown, “Daring Greatly”. Pubblicato su Brain Pickings (www.brainpickings.org)

The truth is, rarely can a response make something better — what makes something better is connection. (La verità è che raramente una risposta migliora le cose. Ciò che migliora realmente le cose è la connessione.)

And that connection often requires mutual vulnerability. Brown writes in Daring Greatly:
(E questa connessione spesso richiede la mutua vulnerabilità). Brown scrive in Daring Greatly:

Vulnerability isn’t good or bad. It’s not what we call a dark emotion, nor is it always a light, positive experience. Vulnerability is the core of all emotions and feelings. To feel is to be vulnerable.
(La vulnerabilità non è buona o cattiva. Non è ciò che noi chiamiamo un’emozione oscura, e non è nemmeno una luminosa esperienza positiva. La vulnerabilità è il cuore di tutte le emozioni e i sentimenti. Provare sentimenti è essere vulnerabili.)

To believe vulnerability is weakness is to believe that feeling is weakness.
(Se credi che la vulnerabilità sia debolezza, allora credi che provare sentimenti sia debolezza.)

To foreclose on our emotional life out of a fear that the costs will be too high is to walk away from the very thing that gives purpose and meaning to living.
(Bloccare la nostra vita emozionale a causa di una paura il cui costo sarebbe troppo alto, è rinunciare a ciò che dà motivo e significato alla vita.)

[…]

Vulnerability is the birthplace of love, belonging, joy, courage, empathy, accountability, and authenticity. If we want greater clarity in our purpose or deeper and more meaningful spiritual lives, vulnerability is the path.
(La vulnerabilità è il luogo di nascita dell’amore, dell’appartenenza, della gioia, del coraggio, dell’empatia, dell’affidabilità, dell’autenticità. Se noi desideriamo una maggior chiarezza nelle nostre motivazioni o avere una vita più profonda o piena di significato, la vulnerabilità è il sentiero giusto.)

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Dell’Incapacità di essere infelice. Wolfgang Amadeus Mozart, Teutsche K605.

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Stamattina ho incontrato il mio amico e fratello Mozart in una delle sue più divertenti interpretazioni. È accaduto quasi per caso, ascoltando un brano proposto da un’applicazione dedicata al calendario dell’Avvento, ogni giorno una proposta musicale in tema, ça va sans dire, del Natale che si avvicina. La Teusche K605, meglio conosciuta con il termine inglese, Three German Dances, le Tre Danze Tedesche.
Quando Mozart compone su commissione, o per l’imperatore, come Compositore di corte, oppure per pagare i debiti, per necessità, ha su di me una straordinaria forza emotiva, di partecipazione e commozione. Non so come dire, è come se sentissi nell’andare della sua musica, nonostante l’apparente obbedienza alle regole imposte dal committente o dalla situazione, una potentissima, travolgente forza ribelle, libera e alta sulle cose e le regole del mondo, che non si piega e non si addomestica, nonostante tutto. Ma in Mozart, grande precursore della non violenza e laico profeta della misericordia e della compassione, questa ribellione non avviene in modo pesante, appunto, violento: è una ribellione che non si oppone, bensì usa il linguaggio di chi vorrebbe imprigionarlo dentro limiti e regole definite, per rivoluzionarlo da dentro, e lo fa con una risata semplice, da bambino che si fa coinvolgere dal gioco, che sa già di avere vinto, proprio perché essendo bambino, lui sa ancora giocare, mentre i grandi non sanno più come si fa.
Questa ribellione lieta, leggera, è meravigliosa. La senti, ti provoca nelle note scivolose della Schlittenfahrt (La Corsa delle Slitte), la terza delle tre danze, la più bella, ti fa sorridere nel cuore, ti sveglia l’anima all’ottimismo, alla reale possibilità dell’uomo piccolo e umano di vivere ogni attimo della propria esistenza con quella sacra leggerezza che sconfigge ogni tentazione del male e dell’egoismo, che supera ogni possesso, ogni grigia regola di auto-affermazione ed egocentrismo. Non è la danza sfrenata, non è perdere il senno e slanciarsi un uno stordimento umiliante, no, è una vera e propria, semplice, luminosissima presa di posizione per la felicità. È un’armonia senza ricatti psicologici o morali, nè estremismi di sorta, è una consapevolezza del bene che io posso essere e fare strana, perchè non fa dichiarazioni o prediche, e non detta regole…
…Anche la fede. Anche la fede, vissuta con questa leggerezza, diventa un vivere “alto”, sempre in Cielo, nonostante dolori, delusioni e amarezze.
Sto parlando di incapacità di essere infelice. Capita. Non ci riesco, quando sprofondo sto un po’ a straziarmi, e poi è come una forza misteriosa che mi spinge su, presto, di nuovo a respirare, e volo via, e mi sento rinnovata.
Incapacità di essere infelice. È come se io avessi bisogno di insistere, aggrappata al mantello di un Padre talvolta distratto, finché non ci ascolta, e invece se passa una farfallina colorata divento entusiasta, ringrazio, saltello, danzo… E l’insistenza, la pazienza, la coerenza, la solidità, che sarebbero necessarie a detta di tanti, per riuscire a convincere, ad essere ascoltati… Povera me, svaniscono via come i brillini delle fate dei cartoni animati da bambini…
Padre mio, prendila come un’estrema prova di fede. Talmente sicura del tuo sguardo sulla mia testa riccia e ribelle e svolazzante…
Vi invito all’ascolto di questa semplicissima triade di danze per feste, soprattutto la Schlittenfahrt. Vi invito a mettervi alla prova, a lasciarvi andare non dico alla “felicità nonostante”, basta solo anche immaginare la possibilità di lasciarla entrare nelle nostre vite, e a commentare qui sul blog, dopo l’ascolto.
http://m.youtube.com/watch?v=Y5RcVoqCLls

L’immagine: Un Angelo invita i beati a danzare, nel Giudizio Universale di Beato Angelico.

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