Archivi tag: Figli

Amore mio, ti vedo comportarti in cucina…

Standard

​Amore mio, ti vedo comportarti in cucina,

Di spalle, e penso a quante volte ti farai una spremuta d’arancia, 

Nella tua vita, dove abiterai, alla tua amica, al tuo ragazzo, ai tuoi figli,

e sei così bella, più cresci più sei bella, 

Più i tuoi movimenti sono sicuri e più sei dolce e ironica,

Più ti incammini più io ti amo, mentre ti guardo partire

Nei più piccoli gesti 

Sono così orgogliosa di camminare con te, ognuna nella sua strada,

Avvolte

Di tutto questo amore.

Annunci

Amore mio, ti vedo comportarti in cucina.

Standard

​Amore mio, ti vedo comportarti in cucina,

Di spalle, e penso a quante volte ti farai una spremuta d’arancia, 

Nella tua vita, dove abiterai, alla tua amica, al tuo ragazzo, ai tuoi figli,

e sei così bella, più cresci più sei bella, 

Più i tuoi movimenti sono sicuri e più sei dolce e ironica,

Più ti incammini più io ti amo, mentre ti guardo partire

Nei più piccoli gesti 

Sono così orgogliosa di camminare con te, ognuna nella sua strada,

Avvolte

Di tutto questo amore.

La Natura siamo noi

Standard

La difficoltà di mia figlia di trovare parole per una poesia: 

la natura siamo noi.

Mi guarda, problematica: io la vedo in modo scientifico, 

non in modo poetico, mi confida.

La lascio cercare, in silenzio,

perché trovi in sè 

radici e foglie,

corteccia e rami,

ali di colibrì e orme di lupo sulla neve,

ciglia di cerbiatta e passo di scoiattolo.
Sete per i ghiacciai che si sciolgono e l’acqua che finisce.

Fame, per gli animali uccisi per ingrassare gli umani,

Sonno, per la terra che continua a non dormire,

Parole, musica, suoni, per raccontare 

Qualcosa che nessuno vuole davvero ascoltare.
È tutto così fragile e prezioso,

continuiamo a consumarlo, come fossimo deità onnipotenti,

e siamo solo custodi stolti,

Salvati dall’inguaribile fiducia 

e pazienza

dell’Autore del poema.

31 ottobre. Riflessi di coscienza.

Standard

Riflessi di coscienza su quel viso
bianco e nervoso
che si prepara alla festa.

Respira l’intuizione
dell’impercettibile distanza
tra immergerci,
e impantanarci.

Quest’estate risalivamo dall’acqua ridendo,
E ci raccontavamo cose per cui morire di gratitudine,
e la pelle sapeva di azzurro trasparente,
e voi risplendevate dentro i miei occhi,
proprio dentro i miei occhi, vi vedevo.

Niente paura. La promessa bella dell’amore
è che tutto si può ricominciare. Tutto,
tutto, nel tempo che siamo,
continua a resuscitare.

Tutorial del giorno: gli occhi aperti velati di neonato assonnato,
in astinenza di abbracci;
generose dosi di struccante, un sorriso,
un domandare scusa, un accomiatarsi senza rimpianti,
e leggeri e lieti riprendere il volo.

IMG_1802.JPG

Un attimo d’amore gratuito.

Standard

Piccolo delicato giglio, ieri mattina
Hai seguito i miei passi come il silenzio benedetto
Di un luogo di preghiera, mite,
Rinfrescato dalla pioggia del mattino,
Verde, un rosario sgranato
Dolcemente e tu sai,
Di che ricordo estivo sto parlando.

La sera volevi concludere la tua giornata amandomi ancora,

Ma lacrime sono scese su quel dolce che non ti piaceva,
E non riuscivi a mangiarlo lo stesso, per me.
Se mi avessi detto che non ti piaceva non te l’avrei dato,
Non era un problema per me, eri tu,
Eri tu, che avevi deciso
Di volermi bene.

Figlietta, tu non sai,
A volte l’Amore mi arriva inaspettato,
E l’ho riconosciuto in quelle lacrime amare di sconfitta
Gratuita, non richiesta.

Siamo povere, e non possiamo regalarci il mondo,
Ma il mondo non ci interessa,
Quando io ho in dono queste umili lacrime,
E tu un bel dolce preferito
A sorpresa, già nel frigo.

(È poesia un momento di vita vissuta tra una mamma e la sua bimba? Sì, la poesia raccolta e nascosta nel vivere quotidiano? … Facciamo poesia quando creiamo, più o meno consapevolmente, attimi di silenzioso amore reciproco?)        

https://m.youtube.com/watch?v=zW2_PdTNTNM

image

Uno

Standard

Niente mi strapperà dalla bellezza
E la bellezza sei Tu
– e siamo noi, nel vento di temporale di ieri,
le nostre risate ad intrecciarsi e sciogliersi,
purissime.
L’armonia che ragiono come possibilità o sogno
è al contrario,
una Presenza
Viva,
Abisso
di Gioia.
L’attesa,
la musica.

(Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n.41 “Jupiter”, secondo movimento)
https://m.youtube.com/watch?v=prJ83R0Ev_8

20140721-134135-49295692.jpg

La mamma che vola.

Immagine

20140103-161514.jpg
Questo è il ritratto che mi ha fatto mia figlia Susanna, 10 anni tra pochi giorni. Lo ha intitolato: “Mamma che vola”. Mi ha fatto stare in posizione come modella, con le braccia aperte e sporta in avanti, “proprio come se stessi volando, perché stai volando!”.
Ho sempre profondamente creduto nell’empatia e nella capacità straordinaria di intuito dei bambini. In questo attimo presente, io so che non sono mai stata disegnata in un modo più vero di questo, e non sono mai stata compresa, in un modo così profondo. Spero di poter rimanere sempre, anche tra cent’anni, nei suoi ricordi, “la mamma che vola”… Non solo è molto romantico!!! È soprattutto vero. La parte più autentica di me.

A Susanna.

Standard

Mi è giunto in dono, inaspettatamente,
Un petalo di fiore profumato.
È volato dal cielo, planando in una danza
Silenziosa, sul palmo della mia mano.

Non sono pronta, non sono perfetta,
Non so come trattare questo dono.
Temo di stringere troppo, e stropicciarlo,
Oppure troppo poco curarlo,
E scambi la mia debolezza
Per affaticata indifferenza.

Non è così, non è così, pianse l’indegna
Prescelta dal misterioso disegno.
Ti amo fino al sangue, fino al vuoto
Di me, ti amo fino al sorriso, fino al gioco,
Fino a stravolgere la mia più profonda
Disordinata essenza.

Come farò quando sarai grande
E nascerà tra le pieghe dei miei occhi la gioia
Di raccontarti di me?

Dolce petalo di profumato fiore,
Bianco e puro e semplice, così più bello
Tu, che mi conquistasti con uno sguardo velato
E indagatore, tu,
Che porti il nome di un altro sogno
Restato tra le nuvole e mai sceso, che racconta me,
Tu che sei non mia, ma nostra,
E non nostra, ma Sua,
Sei venuta a salvarmi dall’egocentrica trappola
Preparata astutamente dal maligno
Per le orgogliose e stolide pseudo-poetesse,
Solitario piedistallo – preludio di una triste fine da sirene,

Più mi ferisci fino a sanguinare, più mi salvi…

Farmi vuota per te mi libera da me stessa,
E mi predispone al tempo Eterno,
E all’Amore, al quale
Ho consegnato il senso della mia esistenza.

Per te doveva passare la mia strada
Di vocazione, senza
Non avrei mai saputo
Dell’Amore e della Croce.

E ti sento dormire, e mi accorgo,
Di una concreta constatazione mi illumino,
In questo pomeriggio di vigilia:
Non so se di più io cerco di educare te a spiccare il volo
O invece sei tu,
Che stai al gioco, e stai educando me.

20131224-183521.jpg