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Io vivrò tutti i doni.

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L’acqua scorre.

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L’acqua scorre, come il vento oltrepassa,
Accarezza, 

I miei capelli grondano necessità 

Nella mano lavano

Lacrime.
L’acqua scorre 
Fianchi e schiena, ventre e viso mio

Sorrido e tremo,

Ascolto lo scroscio

Del tempo.
L’acqua scorre e respiro ancora,
E dico eccomi,

Eccomi, vita,

Sappi che non rinuncerò 

all’imperfezione.

Il temporale improvviso

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Il primo tuono scuote il battito del cuore,il ritmo è ancora lento, paziente,

non ho ombrello nella borsa.

Ma quest’acqua violenta sporcata dagli uomini è natura,

sei Tu,

della tua Presenza s’imbevono i miei pori, i miei capelli,

gli occhi senza trucco, le labbra, le unghie, 

e i vestiti non servono ad evitare il contatto

anzi, resteranno zuppi fino a casa.
Non ho tempo di dirti parole ordinate,

io corro,

ti bevo,

il temporale improvviso siamo.
E io sono felice quando respiro tutto in Te,

non ho bisogno di niente quando mi circondi e Ti assorbo,

nessuno mi può ferire, ai tuoi occhi non sono invisibile,

a te piace stare con me, a te piace stare con me.
E non posso nemmeno tenerti la mano.

La scelta della felicità.

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Io non so se sarà l’incontro, se arriverà,

se deve arrivare, se voglio solo io che arrivi,

se è un sogno o un mito, se è un alibi,

un pugno nelle ore della vita,

lente ad aspettare,allora tanto vale amare.

Amare chi non è amato, chi non è scelto,

chi non può parlare, chi è meno del meno (neppure umano)

chi mi porta difficoltà, chi mi mette pensieri, tensioni,

chi non ha colpa dei miei pensieri e delle mie tensioni.

Più piccolo del piccolo in questo mondo di grandi lottatori.

Perché scelgo di sbaragliare un equilibrio, provare ancora una volta,

magari fallire ancora una volta, oppure farcela, ma faticare,

la mia energia non dovrebbe essere disposta in modo più ordinato, razionale?

Oh, in mille cose della mia vita avrei potuto essere più ordinata e razionale,

ma ho sempre scelto di essere felice.

Attraverso i flutti del dolore sulla barchetta di carta 

Cantando.

Non tutti comprendono la scelta

Della felicità.
Tutto questo ha un senso oppure non ce l’ha.
Ed è così, l’Amore.

(Immagine presa da internet)

  

Il respiro di sollievo.

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(Sai che a correre tutti questi chilometrinon eravamo mai soli?)

Un via veloce ed in sordina

ed ora già chiudo il cassetto,

e mi porto via disegni sfumati

volti di persone amate,

per breve tempo.
Attimi di empatiche stanchezze,
e di entusiasmi sommessi,

annusando la consapevolezza

spesso assente,

nei visi temporanei 

altrettanto sfumati

distratti

dalle strane richieste

dai modi indispettiti, cortesi, neutrali.
Ma poi non erano tutti così,
ed era bello accarezzare nella memoria 

a breve termine, confidenze, risate, pianti, 

tutti, tutti li avrei abbracciati.
Vita, assolo di un coro con l’armonia dei bimbi,
Vieni a me, vieni ancora a me, e non mandatela via,

Perché è di essa, 

È di essa, il respiro di sollievo.
https://m.youtube.com/watch?v=KQqjcIue4tE

  

La tua risata mi fa, splendente.

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Mi chiami splendente, ma io mi illumino
al suono della tua risata…
Bentornato, spensierato ragazzo,
Sei il benvenuto tra le mie braccia.

Le guerre del mondo la tua voce rendono seria,
e velata di ansia, bisognosa di conforto. Devo sempre cercarti
Tra le pieghe della maschera del buon senso…

È la stanchezza, nelle sere autunnali,
che contagia i silenzi,
dilaga sulle intenzioni,
quando le preghiere della notte
sono un pigolio trasognato,
arreso, fiducioso

Nella nebbia notturna camminiamo da tempo cercandoci
e siamo sempre stati fianco a fianco,
e adesso, come per sempre,
Vivissimi.
Come il mio canto che è cambiato ma è più vero,
Come la tua risata che sembra la stessa di ieri,
Ma è più bella, oggi.

Così non ti chiamerò più mio cavaliere, come amavi
quando eravamo fidanzati,
sappiamo entrambi che non sei un cavaliere, e non sei nemmeno mio!
Ti chiamerò in segreto come tra noi, tutte le mattine, e le sere,
il sussurro, il richiamo,
il nome che solo,
posso aggiungere alla parola mio,
e che tu sei.

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Gioia e Menestrello

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Gioia e Menestrello stanno per iniziare un pomeriggio da clown per un gruppo di giovani e ragazzi.
Gioia:… Sai una cosa? Mi viene voglia di pregare santa Chiara perché oggi tutto vada bene.  Non so perché… Da quando quest’estate abbiamo visto il Coretto, mi sembra che lei e San Francesco ci siano vicini, in queste cose… Che dici?
Menestrello:… Va bene, affidiamoci a loro!
Durante il workshop, i due clown si accorgono di un bambino piccolino che li osserva, curioso, da lontano, insieme al suo papà.
Niente di meglio per Gioia e Menestrello! Lo chiamano, si avvicina, cominciano a giocare con lui al gioco del naso rosso che suona… Il bimbo è divertito, sospettoso, insomma, sta al gioco. Con lui, i due clown improvvisano un fuori programma tenerissimo, inaspettato e spontaneo. 
Alla fine, è il momento dei saluti.
Gioia: Come ti chiami?
Il bimbo: Francesco!
E corre via.

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La costruttrice di aquiloni.

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Sono una formidabile costruttrice di aquiloni,
ne progetto di continuo,
grandi, piccoli, colorati, di stoffa, di carta,
con i fiocchi sul filo, con le stelle filanti,
aquiloni aquiloni meravigliosi,
che fanno saltare i bambini di gioia e puntare il dito verso il cielo,
che fanno fermare gli adulti mentre litigano,
e che distraggono con la loro bellezza l’umana agitazione del mondo,
così leggeri che si vede attraverso, vedi uno di loro e scorgi il cielo.

Ma restavo qui, seduta
nella penombra dietro il muro,
il mio aquilone in mano.
seduta, in silenzio, contemplavo il mio capolavoro,
sentivo il vento buono sulla faccia,
chiudevo gli occhi,
e stringevo il limite,
e costruivo frontiere,
e mi inventavo divieti,
e mi immaginavo sfortune,
con altri rassegnati disastri.

Ma oggi sono in piedi sulla cima della collina,
il mio aquilone in mano.
E tu sei il vento alle mie spalle,
e tu sei la discesa davanti ai miei occhi,
Tu sei i miei piedi e le mie scarpe, e la mia corsa…

L’esperimento di volo del mio aquilone inizierà tra poco. Mantenendo la calma e con la mia solita finta tranquillità comincerò a correre, stenderò il filo nell’aria, e il vento prenderà possesso del mio aquilone e dei miei capelli, e questo significa quando doni veramente tutto di te, che non è più tuo, quindi anche il mio aquilone, e chiuderò gli occhi, e non mi dispiacerà, e deciderò che è inutile e riduttivo tenere il filo, lo lascerò andare, lo lascerò volare, vedrò il cielo attraverso la carta trasparente del mio aquilone non più mio, ma solo un attimo…

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Felice

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Felice,
io mi chino su di te,
prendo le tue mani
e tu
sorridi
chiedo come ti chiami
e non lo sai dire,
tutti gli altri me lo dicono in coro.
Io, davanti a te
con i codini, il naso rosso e
la principessa marionetta,
mi contagio
del tuo nome.

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Oggi sono felice e mi sento.

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Oggi sono felice e ringrazio Dio perché di nuovo, per la milionesima volta nella nostra vita, abbiamo sperimentato la dolcezza, la tenerezza, la meraviglia della Provvidenza!!
Lo sapevo, che funziona sempre affidarsi. Ieri mattina, pregavo per una nostra amica, e sapevo dentro di me di quanto avessi bisogno io per prima, di preghiere, per la nostra necessità, allora ho detto al mio cuore: va bene, per noi pensaci Tu.
Fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi fidarmi…
Lo stesso movimento, lo stesso prendere il volo,
è risposta per qualsiasi cosa alla quale ci appassioniamo…
– Ecco che il pensiero quotidiano dentro me si sta trasformando. Le parole trascendono, diventano una specie di musica, e non parlo più a te, a me stessa. Entro in dialogo con Qualcuno dentro di me, fuori di me, che è tutto per me.
Mi piego volentieri, a questa consacrata, creativa leggerezza. Mi inginocchio e chino il capo a terra, fino a scomparire in Te.

La libertà autentica è
morire di passione
per ciò che amiamo
e poi essere duttili,
morbidi e leggeri e
lasciarsi trasportare
oltre
dalla volontà di Dio…
È amore, è Amore.
– …Un po’ come la più laica ma espressiva, piuma di Forrest Gump! (mossa dal caso? Un grazioso caso, oppure è un adagiarsi alla vita, con curiosità, leggerezza e amore… e tanta allegria? Se credi, questo adagiarsi è la vera Letizia, è presenza di Dio.)

Torna oggi, la frase del Vangelo che per me è
la musica della mia vita:
“…il vento soffia dove vuole, tu non sai di dove viene, nè dove va, così è di chiunque è nato dallo Spirito…”

Io lo so, che questa è la vera felicità.

(dedicato a Chiara, con
ri-conoscenza)

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