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Sono invisibile.

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Sono invisibile. 
La consapevolezza mi aggancia il vestito d’improvviso,

lo strappa.

Di solito non me ne accorgo, vivo come se.

Poi, un pomeriggio,

mi stringe la gola il silenzio

e medito, sorpresa,

su come facilmente le persone si dimenticano

che avevamo parlato, che avevamo detto, che ci eravamo promesse,

che avevo scritto, che avevo chiesto, ma

c’è tanto da fare, sapessi.
Sono invisibile, il vantaggio è 

che alla fine, io sono libera.

Esco dalla tua falsa promessa e volo via,

il vento soffia dove vuole,

tu non sai di dove viene nè dove va,

così è di chiunque 

è nato.
E io sono felice, e voi

e voi,

Restate, ciechi.

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Lunedì santo.

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E il tuo silenzio è un vento che non muove i suoi capelli,ma scuote forte il suo mantello 

azzurro 

cielo,

nelle sue profonde pieghe, tu sai, mi nascondevo.
E io, che pensavo di essere al sicuro, 

sono scoperta.
Perché tace tutto questo silenzio? 

  

Una nuova amica è giunta silenziosa.

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Una nuova amica è giunta silenziosa, quest’estate.
Non sapevo che l’avrei incontrata, e mi pacifica
e mi accarezza l’anima, indovinare nel corso dei vai e vieni
quotidiani la sua silenziosa,
armoniosa compagnia.
Nessuno ha mai raccontato di lei
segreti celesti che io so, adesso,
perché li vedo rispecchiarsi in me,
nei passi incerti e lieti del mio crescere,
e nell’amare.
Lei ed io, di fronte allo Specchio
degli Occhi dell’Amato siamo
dolci spose e sorelle trepidanti, ma lei,
esperta e forte, per mano
mi accompagna.
Umile, imparo da lei senza saperlo,
piena di gratitudine, io le voglio bene.

Vorrei dire tante cose che si usano dire in queste occasioni: “sebbene io non fossi degna…”, “come in una spirituale rivelazione…”
Ma non è così. Io e lei, amiche, siamo uguali,
il capo protetto dallo stesso Velo.

…Forse le è piaciuto il nome d’arte che mi sono scelta,
Che in pochi ricordano,
Che è il mio cammino,
la lontana mia meta.

Se ricordi il mio nome, saprai chi è la mia amica,
una vita intima chiusa, come una fruttuosa serra in un segreto luogo,
dove fiorisce perfetta
Letizia.

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…Cosa stai cercando, adesso? (Dialogo tra due amiche adolescenti sull’amore)

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(…) Mentre Elena cercava su Internet, Emma si confidò con lei, seria.
– Sai, mi colpisce molto quello che tua mamma sta facendo per amore. Non si stanca di cercare tuo padre, non lo abbandona.
– A volte mi chiedo se é giusto. Invece di insistere con mio padre, potrebbe tornare da noi… stare insieme…- , rispose Elena, sincera. Emma annuì.
– Isabel sa che cercando Luka arriverà ad Angoss.
– Sì, ma Clare Unity significa lottare insieme. Lei é una Regina, e quindi è molto potente, ma da sola cosa potrebbe fare se si trovasse di fronte ad Angoss? Quando dico che mia mamma potrebbe tornare da noi, non intendo dire che deve lasciar perdere. Ma potremmo fare le cose insieme, io e Jaco potremmo aiutarla… Forse non ci conosce, e ci considera ancora dei bambini… Non ha abbastanza fiducia in noi…
– L’amore é talmente profondo… A volte non è facile lasciarsi andare e viverlo così totalmente, come sta facendo Isabel.
Elena guardò l’amica, comprese che Emma stava riflettendo sui suoi sentimenti, sulle sue scelte. Sorrise.
– L’amore e la disperazione si somigliano, perché se ti doni a loro, tutt’e due ti perdono. Solo che l’amore ti perde e poi ti ritrovi, e sei meglio di prima. È stato necessario quel perdersi nel nulla, per riconoscersi nuovi, per avere una nuova vita. Nel momento in cui ti abbandoni in quel nulla, devi essere fiduciosa, avere fede che il mare dove ti stai tuffando non è disperazione, ma amore.
Elena, giovane Bardo, continuò con dolcezza.
– Sai che a me piace collezionare i suoni, creare loop. Ci sono alcuni suoni che non vibrano. Iniziano e finiscono lì, oppure hanno una vibrazione molto breve. Altri suoni vibrano a lungo, resistono nello spazio e si allungano, si adattano. Questa è la differenza tra disperazione e amore. Per questo, un incontro che dura solo un attimo non può essere amore, ma disperazione di due solitudini. L’amore è fatto per vibrare a lungo, per allungarsi ed adattarsi allo spazio e al tempo. Sei mia amica, Emma, e se Jaco non fosse pronto a vivere l’amore lo sentirei, te lo direi. Ma io so che è pronto, e ti ama davvero tanto.
Emma abbassò lo sguardo evitando quello dell’amica, per non mostrarsi addolcita e commossa dalle sue parole. Un Combattente non può avere debolezze sentimentali. Sophie aveva ascoltato le confidenze delle due ragazze, ed era felice di sentire tanta poesia nelle parole di Elena, e come queste parole potevano curare l’incertezza di Emma, e guidarla ad aprirsi all’amore con fiducia.
Emma scrollò le spalle e decisamente cambiò discorso, tornando pratica e razionale.
– Tu cosa stai cercando, adesso?
Si riferiva ad Internet, ovviamente. Ma in un attimo, Elena rimase senza parole, e non sapeva cosa dire. Restò ferma con il viso illuminato dallo schermo del computer, ed Emma dovette insistere, per svegliarla.
– Cosa cerchi? Parigi?
– Ah, sì… Parigi. No, sto cercando “Cantante Mendicante”. Magari un posto a Parigi, una via. Provo a cercare sulle Mappe.
Proprio in quel momento Prue sentì un dolce tepore provenire dalla Pietra della Risoluzione che portava con un ciondolo, al collo. La prese in mano e in fretta si tolse il ciondolo, appoggiando la pietra sul tavolo.
– Arriva Petra, arriva Petra! – annunciò, felice.
Le cinque amiche si riunirono intorno al tavolo, e la pietra, con una grazia meravigliosa, in pochi istanti si trasformò nella gattina bianca e nera dai grandi occhi verdi.
– Petra, che bello vederti! – disse Sophie, accarezzandola, e Petra passò come in una sinuosa danza a salutare tutte, sciogliendosi in fusa musicali.
– Salve a voi, amiche mie. Ho qualcosa da dirvi. (…)
(Tratto dal romanzo di prox pubblicazione “Clare Unity”. Tutti i diritti sul titolo e il contenuto riservati)

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