Archivi tag: Ali

Come guarire dalla stanchezza.

Standard

Lungo il sentiero, la donna volava, e il vento del suo volo teneva alta la testa dei piccoli fiori di prato. Questo il giuramento, questa la magia. Se la donna si fermava a riposare, i fiori di prato perdevano il colore, rinsecchivano, si accasciavano nel verde guardandola con l’immagine dell’ultima speranza ormai inerte nelle pupille, nascoste tra gli stami.
La donna dava il suo volo finché stanca, sbandava, crollava a terra, sbatteva nei rami come schiaffi, sbagliava, si fermava.
Una notte trillante di lucciole estive il suo angelo la fermò, prendendola per mano. Adesso basta affannarsi, riposa, le sussurrò. La donna si guardò intorno, con il cuore pieno di angoscia. Se mi fermo, i fiori di campo moriranno, pianse, e i suoi occhi erano una preghiera nuova, che meravigliata diluiva se stessa nel vuoto infinito dello sguardo dell’angelo.
No, disse semplicemente l’angelo. La vita dei fiori non dipende dal tuo volo. Tu sei libera dai fiori e i fiori sono liberi da te. Ti restituisco la leggerezza dei tuoi gesti, ti riporto il sorriso del tuo sì.
Era vero. Nell’aria privata dal vento del suo volo, i fiori vivevano. Alcuni che dovevano morire, morivano. Alcuni erano già morti, ma il vento del volo della donna li tendeva verso l’alto. Lei aveva sempre pensato di dare loro la vita, invece stava solo sostenendo steli ormai secchi. La donna vide la verità, e ringraziò. I fiori ringraziarono e la donna e i fiori diventarono amici. Lei volava tra loro e loro con lei, ma da quella notte il volo era libero, sereno, fatto di vita e di morte, di movimento armonico, di profumi e danze.
L’angelo si appartò di nuovo, nella casa segreta delle lucciole, e suonava il violino per la donna e i suoi fiori.
Tutto questo è accaduto ieri sera, tutto.
Lacrime, fiori, danze e musica, angelo e donna.

20140403-154736.jpg

Le Ali del mio Angelo.

Standard

Ieri notte non riuscivo a dormire, sai quando è il momento di iniziare qualcosa di nuovo e promettente, e non sai come andrà, e vorresti che vada bene, ma in passato sei stata delusa, allora sei fragile, sei indifesa, allora fai finta di dire non m’importa, così ti premunisci dal dolore, così il mio cuore batteva come quando senti bussare rumorosamente alla tua porta e non te l’aspetti, ma in continuo, come il rubinetto del bagno che perde, come l’antifurto che non smette.
Decido di fidarmi e di affidarmi. Mi accomodo nel palmo della Sua mano.
Respiro.
Lascio
Che gli eventi siano
Come le ali del mio angelo
Custode,
Trasparenti,
Colorate,
Di una velocità invisibile.
Così i messaggi
Cadranno sul palmo aperto
Della mia mano
Stelle di neve
Della bellezza di un attimo.
E io dirò
Il mio Eccomi,
Solo
Nell’opacità del fiato
Concretizzato nell’aria
Fredda,
E io
Sorriderò,
Nel tepore
Di Te.

La Fede, la Fiducia, non sono che un lasciar andare le cose, non trattenerle. Vivere la vita senza la smania di afferrarla e farla mia, questa è il vero atto di coraggio, l’essenza della libertà.
Il cuore della felicità.

(Musica: Al chiaro di Luna di L. Van Beethoven. Immagine, l’altare all’Angelo Custode che si trova nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino.)

http://m.youtube.com/watch?v=7WPhX7T7roA

20131230-190122.jpg