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Al Tuo Amore.

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Amico, non sono che una piuma irriverente
che si muove nel Tuo soffio,
e si ostina a non toccare terra.

Perdonami, non sono capace
di diventare seria,
di ponderare,
di prevedere,
di valutare,
ed infine dirimere,

Tu mi hai fatto per entusiasmarmi,
così mi infiammo
e non brucio, non finisco,
non mi incenerisco,
non perché sia io, così efficace,
Ma perché tu, vivo,
mi contieni.

Sei Tu la ragione del mio vivere,
Del mio respirare,
Non ho altro che Te,
Sei l’unico mio bene.

(…E a pensarci bene,
questo rivaluta enormemente le mie disarmonie,
le mie bighellonate,
se Tu mi ami tutta intera, amerai anche quelle…)

Così nascondo dietro al mio miglior repertorio
di frasi sensate e sagge,
lo sguardo scanzonato e ribelle
della passionale teatrante di strada…
Tu sai bene, non sempre il mondo
ama l’allegro discanto, il lieto aggiramento
della conformità…

Tanto lo so, che Tu mi riconosci sempre.

E come ti diverti,
a smascherarmi a me stessa,
quando io comincio a presumermi:
ormai so come fai:
sorridi, e mi chiedi acqua da bere.

Per questo Tuo amore che vince i miei travestimenti, io
sono qui, davanti a te,
del tutto disarmata,
senza casa,
ho solo la mia pelle di tigre,
e la faccia di orsetta buona,
e la sfrontata certezza che mi ami,
sto davanti a Te, e danzo la Tua danza,
canto la Tua musica,
mi entusiasmo come Davide,
ricoprimi di benedizioni,
Tu, mio Tutto,
che hai tenerezza di me.

E in questo momento imprescindibile
dell’esistenza in terra,
come canto ribelle,
per sempre, per sempre, anche adesso,
che non sono più un’adolescente, (e tuttavia lo sono, per tutta la vita)
Tu usami,
Usa tutta me,
Fa’ uso di me, come meglio credi,
Per diffondere la tua musica, la danza e il canto.

Io intanto continuo a fantasticare, e a entusiasmarmi e a giocare,
Tu passerai attraverso me, al mondo,
E io sono un piccolo nulla, mi sento piena di Luce,
e mi fido di Te.

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…Cosa stai cercando, adesso? (Dialogo tra due amiche adolescenti sull’amore)

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(…) Mentre Elena cercava su Internet, Emma si confidò con lei, seria.
– Sai, mi colpisce molto quello che tua mamma sta facendo per amore. Non si stanca di cercare tuo padre, non lo abbandona.
– A volte mi chiedo se é giusto. Invece di insistere con mio padre, potrebbe tornare da noi… stare insieme…- , rispose Elena, sincera. Emma annuì.
– Isabel sa che cercando Luka arriverà ad Angoss.
– Sì, ma Clare Unity significa lottare insieme. Lei é una Regina, e quindi è molto potente, ma da sola cosa potrebbe fare se si trovasse di fronte ad Angoss? Quando dico che mia mamma potrebbe tornare da noi, non intendo dire che deve lasciar perdere. Ma potremmo fare le cose insieme, io e Jaco potremmo aiutarla… Forse non ci conosce, e ci considera ancora dei bambini… Non ha abbastanza fiducia in noi…
– L’amore é talmente profondo… A volte non è facile lasciarsi andare e viverlo così totalmente, come sta facendo Isabel.
Elena guardò l’amica, comprese che Emma stava riflettendo sui suoi sentimenti, sulle sue scelte. Sorrise.
– L’amore e la disperazione si somigliano, perché se ti doni a loro, tutt’e due ti perdono. Solo che l’amore ti perde e poi ti ritrovi, e sei meglio di prima. È stato necessario quel perdersi nel nulla, per riconoscersi nuovi, per avere una nuova vita. Nel momento in cui ti abbandoni in quel nulla, devi essere fiduciosa, avere fede che il mare dove ti stai tuffando non è disperazione, ma amore.
Elena, giovane Bardo, continuò con dolcezza.
– Sai che a me piace collezionare i suoni, creare loop. Ci sono alcuni suoni che non vibrano. Iniziano e finiscono lì, oppure hanno una vibrazione molto breve. Altri suoni vibrano a lungo, resistono nello spazio e si allungano, si adattano. Questa è la differenza tra disperazione e amore. Per questo, un incontro che dura solo un attimo non può essere amore, ma disperazione di due solitudini. L’amore è fatto per vibrare a lungo, per allungarsi ed adattarsi allo spazio e al tempo. Sei mia amica, Emma, e se Jaco non fosse pronto a vivere l’amore lo sentirei, te lo direi. Ma io so che è pronto, e ti ama davvero tanto.
Emma abbassò lo sguardo evitando quello dell’amica, per non mostrarsi addolcita e commossa dalle sue parole. Un Combattente non può avere debolezze sentimentali. Sophie aveva ascoltato le confidenze delle due ragazze, ed era felice di sentire tanta poesia nelle parole di Elena, e come queste parole potevano curare l’incertezza di Emma, e guidarla ad aprirsi all’amore con fiducia.
Emma scrollò le spalle e decisamente cambiò discorso, tornando pratica e razionale.
– Tu cosa stai cercando, adesso?
Si riferiva ad Internet, ovviamente. Ma in un attimo, Elena rimase senza parole, e non sapeva cosa dire. Restò ferma con il viso illuminato dallo schermo del computer, ed Emma dovette insistere, per svegliarla.
– Cosa cerchi? Parigi?
– Ah, sì… Parigi. No, sto cercando “Cantante Mendicante”. Magari un posto a Parigi, una via. Provo a cercare sulle Mappe.
Proprio in quel momento Prue sentì un dolce tepore provenire dalla Pietra della Risoluzione che portava con un ciondolo, al collo. La prese in mano e in fretta si tolse il ciondolo, appoggiando la pietra sul tavolo.
– Arriva Petra, arriva Petra! – annunciò, felice.
Le cinque amiche si riunirono intorno al tavolo, e la pietra, con una grazia meravigliosa, in pochi istanti si trasformò nella gattina bianca e nera dai grandi occhi verdi.
– Petra, che bello vederti! – disse Sophie, accarezzandola, e Petra passò come in una sinuosa danza a salutare tutte, sciogliendosi in fusa musicali.
– Salve a voi, amiche mie. Ho qualcosa da dirvi. (…)
(Tratto dal romanzo di prox pubblicazione “Clare Unity”. Tutti i diritti sul titolo e il contenuto riservati)

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