Archivi categoria: Felicità

Io vivrò tutti i doni.

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L’acqua scorre.

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L’acqua scorre, come il vento oltrepassa,
Accarezza, 

I miei capelli grondano necessità 

Nella mano lavano

Lacrime.
L’acqua scorre 
Fianchi e schiena, ventre e viso mio

Sorrido e tremo,

Ascolto lo scroscio

Del tempo.
L’acqua scorre e respiro ancora,
E dico eccomi,

Eccomi, vita,

Sappi che non rinuncerò 

all’imperfezione.

Piccole poesie preghiere dedicate alla gratitudine.

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Piccole poesie preghierededicate alla gratitudine.

Adesso

Che dovrei star ferma,

Seria,

Senza respirare,

Sorrido e prendo fiato

Per cantare.

La gratitudine

Comincia prima

Del miracolo.

Puoi confondere il ringraziare

Con l’amore?

Sì, sono sul serio

La stessa 

persona.

Io prego, tu non mi rispondi, e io ti ringrazio?

Sono una folle artista, e tu

Sei fortunato

Che non mi piace restare triste 

Così a lungo.

Però come vuoi tu

In fondo, è bello.

Danzo, a mani tese,

Canto e cerco acqua fresca

Con le labbra.


(Grazie allo studio Ghibli per l’immagine, tratta dal film La città incantata)

Il temporale improvviso

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Il primo tuono scuote il battito del cuore,il ritmo è ancora lento, paziente,

non ho ombrello nella borsa.

Ma quest’acqua violenta sporcata dagli uomini è natura,

sei Tu,

della tua Presenza s’imbevono i miei pori, i miei capelli,

gli occhi senza trucco, le labbra, le unghie, 

e i vestiti non servono ad evitare il contatto

anzi, resteranno zuppi fino a casa.
Non ho tempo di dirti parole ordinate,

io corro,

ti bevo,

il temporale improvviso siamo.
E io sono felice quando respiro tutto in Te,

non ho bisogno di niente quando mi circondi e Ti assorbo,

nessuno mi può ferire, ai tuoi occhi non sono invisibile,

a te piace stare con me, a te piace stare con me.
E non posso nemmeno tenerti la mano.

Sono invisibile.

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Sono invisibile. 
La consapevolezza mi aggancia il vestito d’improvviso,

lo strappa.

Di solito non me ne accorgo, vivo come se.

Poi, un pomeriggio,

mi stringe la gola il silenzio

e medito, sorpresa,

su come facilmente le persone si dimenticano

che avevamo parlato, che avevamo detto, che ci eravamo promesse,

che avevo scritto, che avevo chiesto, ma

c’è tanto da fare, sapessi.
Sono invisibile, il vantaggio è 

che alla fine, io sono libera.

Esco dalla tua falsa promessa e volo via,

il vento soffia dove vuole,

tu non sai di dove viene nè dove va,

così è di chiunque 

è nato.
E io sono felice, e voi

e voi,

Restate, ciechi.

La scelta della felicità.

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Io non so se sarà l’incontro, se arriverà,

se deve arrivare, se voglio solo io che arrivi,

se è un sogno o un mito, se è un alibi,

un pugno nelle ore della vita,

lente ad aspettare,allora tanto vale amare.

Amare chi non è amato, chi non è scelto,

chi non può parlare, chi è meno del meno (neppure umano)

chi mi porta difficoltà, chi mi mette pensieri, tensioni,

chi non ha colpa dei miei pensieri e delle mie tensioni.

Più piccolo del piccolo in questo mondo di grandi lottatori.

Perché scelgo di sbaragliare un equilibrio, provare ancora una volta,

magari fallire ancora una volta, oppure farcela, ma faticare,

la mia energia non dovrebbe essere disposta in modo più ordinato, razionale?

Oh, in mille cose della mia vita avrei potuto essere più ordinata e razionale,

ma ho sempre scelto di essere felice.

Attraverso i flutti del dolore sulla barchetta di carta 

Cantando.

Non tutti comprendono la scelta

Della felicità.
Tutto questo ha un senso oppure non ce l’ha.
Ed è così, l’Amore.

(Immagine presa da internet)

  

La fragilità dell’altro.

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So che la cosa migliore sarebbe appoggiare i miei capelli biondi su un cuscino di velluto azzurro,

e piangere, non in silenzio,

fino a vedersi aprire le finestre sulla giornata di sole e sugli alberi macchiati d’autunno

e rialzarmi.

Ma questo non varrebbe la pena,

se non sapessi che trovi un posto adatto per piangere anche tu.

Magari sul tavolo dove ti addormenti la sera, per lasciare più posto nel divano a tua figlia,

o meglio, nella trasparenza del tuo caffè la mattina,

quando hai compagno solo il tuo intimo silenzio, e sei tutto con te.
Vorrei risolvere questo momento, dicendo al tempo: vai pure, so cosa fare, e invece

devo lasciargli lo scettro,

sono orgogliosa però che non abbiamo lasciato cadere la notte,

queste sono solo le ferite dopo il precipizio, ma siamo già risaliti.

Ma siamo già risaliti.
Mio sposo, l’amore è amare seppure intrisi 

della fragilità dell’altro, non tanto della propria,

anche la tua e la mia insieme, 

diventano una.
 

…Se poi si mette a piovere (i girasoli e la perfetta letizia).

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…Se poi si mette a piovere, i girasoli tengono il capo basso, feriti dalle gocce sottili, e mi sembrano tristi, perché non vedendo i raggi del sole dietro le nuvole, restano giù, come un umanità senza speranza. Nemmeno uno, nemmeno uno cerca di guardare in alto. Ho meditato, mi sono fatta una cosa sola con i girasoli, ho sentito la loro malinconia.

Ma poi ho intuito la mia volontà, la mia volontà sfumata con la mia fantasia, e l’immaginazione, e la poesia nel mio cuore.

Io, donna girasole, posso scegliere di fare uno sforzo contro la mia stessa natura, vincere me stessa, alzare il capo e guardare ostinatamente verso il cielo gonfio di nuvole nere,

perché io lo so che il sole è solo coperto, che la pioggia passerà, 

E non mi importa di prenderla in faccia, la pioggia, guardando in alto, perché sarò pronta quando le nuvole si scioglieranno, quando il primo raggio di sole tornerà a farmi sorridere, e sarò la prima a svegliare anche i miei compagni: coraggio, eccolo, torna il sole, torna, 

Come sempre!

“Aver vinto su se stessi è la perfetta letizia” benedice San Francesco. Così, ecco, nella meditazione il ritratto di quel l’attimo presente si colora di gratitudine delicata e risoluta.

Un grazie non basta. Qui si gioca la vita.

(Foto: particolare nel Santuario della Madonna di Loreto (An) la casa di Maria e della Sacra Famiglia portata dagli angeli) 

Il respiro di sollievo.

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(Sai che a correre tutti questi chilometrinon eravamo mai soli?)

Un via veloce ed in sordina

ed ora già chiudo il cassetto,

e mi porto via disegni sfumati

volti di persone amate,

per breve tempo.
Attimi di empatiche stanchezze,
e di entusiasmi sommessi,

annusando la consapevolezza

spesso assente,

nei visi temporanei 

altrettanto sfumati

distratti

dalle strane richieste

dai modi indispettiti, cortesi, neutrali.
Ma poi non erano tutti così,
ed era bello accarezzare nella memoria 

a breve termine, confidenze, risate, pianti, 

tutti, tutti li avrei abbracciati.
Vita, assolo di un coro con l’armonia dei bimbi,
Vieni a me, vieni ancora a me, e non mandatela via,

Perché è di essa, 

È di essa, il respiro di sollievo.
https://m.youtube.com/watch?v=KQqjcIue4tE