Archivi categoria: Fede

La guarigione

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Le pulizie di Novembre.

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Quando si fanno le pulizie, si aprono le finestre
si spalancano gli armadi, si svuotano i cassetti
e le librerie.
Si lava, in ogni più piccolo angolo, l’aria comincia a profumarsi,
incede, lieta, la leggerezza del pulito.
Tutto è rinnovato,
negli armadi, nelle librerie, nei cassetti, ripongo
ogni cosa con cura, cercando un nuovo ordine,
un’armonia serena,
destinando ciò che è vecchio o ormai inutile a sparire.

Così in me, ora fatico nel scrostare via la polvere di anni grigi.
Ma le finestre sono aperte,
l’aria nuova di un’alba senza polveri sottili entra,
è iniziato il nuovo cammino,
nuovi libri nella libreria, nuovi colori nell’armadio,
nuove parole, una musica mai sentita prima,
eppure così nostra, così adatta.

È così fragile e solido,
Così assetato,
L’amore che ti ha trovato.

​Le pulizie di Novembre.

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Quando si fanno le pulizie, si aprono le finestre

si spalancano gli armadi, si svuotano i cassetti

e le librerie.

Si lava, in ogni più piccolo angolo, l’aria comincia a profumarsi,

incede, lieta, la leggerezza del pulito.

Tutto è rinnovato,

negli armadi, nelle librerie, nei cassetti, ripongo

ogni cosa con cura, cercando un nuovo ordine,

un’armonia serena,

destinando ciò che è vecchio o ormai inutile a sparire.
Così in me, ora fatico nel scrostare via la polvere di anni grigi.

Ma le finestre sono aperte, 

l’aria nuova di un’alba senza polveri sottili entra,

è iniziato il nuovo cammino, 

nuovi libri nella libreria, nuovi colori nell’armadio,

nuove parole, una musica mai sentita prima,

eppure così nostra, così adatta.
È così fragile e solido,

Così assetato,

L’amore che ti ha trovato.

Tu sei il caldo sfiancante

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Mentre saliamo la collina,

Il caldo è senza ombra.

È come crescere.

Io scopro di essere 

L’albero frondoso,

Io stessa il mio ristoro,

Io stessa, per chi cammina con me, rifugio.

Quindi, tu sei il caldo sfiancante

Al quale essere umilmente grata.

Piccole poesie preghiere dedicate alla gratitudine.

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Piccole poesie preghierededicate alla gratitudine.

Adesso

Che dovrei star ferma,

Seria,

Senza respirare,

Sorrido e prendo fiato

Per cantare.

La gratitudine

Comincia prima

Del miracolo.

Puoi confondere il ringraziare

Con l’amore?

Sì, sono sul serio

La stessa 

persona.

Io prego, tu non mi rispondi, e io ti ringrazio?

Sono una folle artista, e tu

Sei fortunato

Che non mi piace restare triste 

Così a lungo.

Però come vuoi tu

In fondo, è bello.

Danzo, a mani tese,

Canto e cerco acqua fresca

Con le labbra.


(Grazie allo studio Ghibli per l’immagine, tratta dal film La città incantata)

Il terzo.

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Ti prego, sii tu l’ancora dei nostri passi,la lampada, i sassolini sul sentiero, la spinta dietro le spalle, 

la mano che prende le nostre, il ponte che non c’era,

il ponte e l’abisso, sii tu 

vuoto e salvezza,
E noi, noi,

non prendiamoci le mani tra di noi, non fidiamoci di noi,

non affidiamoci solo a noi, non pensiamo che noi siamo

l’uno la salvezza dell’altro, perché non è vero,

se lo facciamo ci perdiamo,

se manca tra noi il terzo, noi

non siamo mai esistiti.

Coltivare l’arcobaleno

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Quando sei in una giornata da penombra, e ti senti invisibile, e d’improvviso arriva una gattina, salta sulla scrivania, ti viene davanti e allunga il musino per baciarti, pensi che forse non sei proprio invisibile, forse qualcuno ti pensa, ti vuole e ti ha sempre voluto bene, e cerca in tutti i modi di aiutarti a sbocciare, ma solo una gattina ha ascoltato il suo invito. Il mistero di Dio che si esprime e parla nella natura e nelle creature… L’essere umano ha tanto gelo, tanta rabbia, tanta aggressività, tanta competizione, tanto egoismo e tanta avidità di privilegi nel cuore e non si rende conto di quanto amore siamo circondati, non si rende conto. Si offende se qualcuno gli fa presente che la bistecca è un pezzo di animale ucciso, perché ha bisogno di uccidere e di primeggiare sulla natura, non la vede ancora come una compagna o una sorella, la considera una serva di cui cibarsi. Così impazzisce nei rapporti umani, nei rapporti d’amore, perché quello che conta per l’essere umano è il possesso, è vincere, è sottomettere, alla fine di tutto, non sa ancora rapportarsi ai suoi simili da uguale, da compagno, da fratello, ancora e ancora vuole fare il padrone. 

Quanta violenza in questo mondo che non sa camminare fianco a fianco dei propri simili, delle creature e della natura senza bisogno di dominare e sottomettere. 

In questo giorno di penombra, prego perché l’uomo la smetta, la smetta, una buona volta, di essere violento. Cominciamo dalle cose piccole, dalla coda al semaforo, dalla fila al supermercato, e piano piano ma decisamente, voliamo sempre più in alto. 
A volte, per me questo vuol dire non essere di questo mondo. Prendiamo su di noi indifferenza e invisibilità. Però abbiamo una forza, un dono che ci salva sempre. La libertà di volare via, lontano. Il vento soffia dove vuole, tu non sai dove viene nè dove va… Forse non hai un luogo dove posare il capo, ma intanto, umilmente ma testardamente, canti in un coro dove tutti si conoscono tra di loro e nessuno ti vuole. 

Dentro, coltivi l’arcobaleno.

Il temporale improvviso

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Il primo tuono scuote il battito del cuore,il ritmo è ancora lento, paziente,

non ho ombrello nella borsa.

Ma quest’acqua violenta sporcata dagli uomini è natura,

sei Tu,

della tua Presenza s’imbevono i miei pori, i miei capelli,

gli occhi senza trucco, le labbra, le unghie, 

e i vestiti non servono ad evitare il contatto

anzi, resteranno zuppi fino a casa.
Non ho tempo di dirti parole ordinate,

io corro,

ti bevo,

il temporale improvviso siamo.
E io sono felice quando respiro tutto in Te,

non ho bisogno di niente quando mi circondi e Ti assorbo,

nessuno mi può ferire, ai tuoi occhi non sono invisibile,

a te piace stare con me, a te piace stare con me.
E non posso nemmeno tenerti la mano.

Di essere invisibile me ne sono accorta presto.

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Di essere invisibile me ne sono accorta presto, quando nessuno si accorgeva dei lividi sulla faccia e sulle gambe,nel corpo di una gatta randagia ho vagato per questa vita fingendo superiorità sui dolori, 

ho finto di addomesticarmi per amore, per seguire Te,

Tu solo sai con quale naturalezza ricamo vita quotidiana sul niente

che sono.
Se mi tendi la trappola del cerchio, io ti ignoro, se insisti io soffio,

anche tu, che ti amo tanto, ti soffio, 

se insisti, se vuoi prendermi, ti soffio.
Gatta domestica, calda e presente,

Gatta randagia, ferita e fiera,
Invisibile sempre, invisibile trasparente,

Il dolore che non puoi sapere, è la più spessa nebbia.