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Faccio un nuovo sentiero.

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Guardo davanti a me e vedo pietra grigia, Alzo lo sguardo e vedo la cima della montagna.
Solo qualche passo indietro, per riconoscere

Chi mi sbarra il passaggio.
So che posso scegliere: buttarmi contro i massi urlando,

Cercare di arrampicarmi, ma sono scalza, le mie mani

Da tempo sono ferite,

Inutile ammalarmi con la stolta rabbia, non sono una violenta:

Ai muri che s’alzano, io oppongo sempre 

una resistenza creativa.
Scivolo, sfuggo, svolto di lato, scompaio, corro,

Mi metto a cantare e sorrido,

Non sarà la montagna a fermarmi.
Anzi, lei resta là, immobile, dura,

E io danzo e canto serena,

Faccio un nuovo sentiero.

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Piccole poesie preghiere dedicate alla gratitudine.

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Piccole poesie preghierededicate alla gratitudine.

Adesso

Che dovrei star ferma,

Seria,

Senza respirare,

Sorrido e prendo fiato

Per cantare.

La gratitudine

Comincia prima

Del miracolo.

Puoi confondere il ringraziare

Con l’amore?

Sì, sono sul serio

La stessa 

persona.

Io prego, tu non mi rispondi, e io ti ringrazio?

Sono una folle artista, e tu

Sei fortunato

Che non mi piace restare triste 

Così a lungo.

Però come vuoi tu

In fondo, è bello.

Danzo, a mani tese,

Canto e cerco acqua fresca

Con le labbra.


(Grazie allo studio Ghibli per l’immagine, tratta dal film La città incantata)

Falso muro.

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Proseguendo alla cieca, ci spostiamo veloce a seconda del vento, forse evadendo la domanda essenziale – forse temendola.

È possibile che abbiamo vissuto millenni in un bosco illuminato da cespugli di fragole

cercando mele dai castagni seri e pazienti,

aspettando che l’uva piovesse dalla cima delle silenziose betulle,

lamentandoci dell’avarizia del bosco, l’avarizia.
Siamo noi che feriti, spaventati, malati vediamo nebbia,

e intanto il vento ha soffiato forte sopra un fiore, 

si è aperto 

e contiene il mare. 

 

Venerdì santo.

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Eppure i due sposi danzano con i baci,e la loro umile vita canta lo stesso, nella luce.

Posso sentire nostalgia di te?

Ma certo. Ed è anche un mio diritto, sentire nostalgia di te.

E tu

adesso riposi.

Ferito, mai stanco,

di amarci.

Giovedì santo.

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Domani ci alzeremo presto, andremo a correre al parco.Ci sarà il sole, l’aria verde e delicata, e parleremo tanto,

Respirando ossigeno. 

Non vedremo le difficoltà, o forse sì, saremo a rischio angoscia,

guardando in avanti, cercando soluzioni,

Dio ci vuole qui.

Tu non sei d’accordo, io 

Scrivo poesie ogni giorno.

  

Mercoledì santo. Due gocce.

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Scende piano, non da sola, si fa strada, amica della gravità, lungo la guancia, sfiora la mandibola, una sua sorella arriva al mento, cade, scompare.

Non voglio piangere sotto la doccia o la pioggia, non quando mi lavo il viso, i denti o le mani,

un attimo, due gocce,

la mia preghiera inascoltata, il peso del silenzio, 

il punto del punto interrogativo, 

quello che tira giù il gancio,

lo dedico a chi amo, subito.

E l’ape blu non si appoggia, mi vola intorno, mi predilige.

Si fa bella.

Martedì santo.

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Martedì passa la mattina veloce e povera,

ridendo.
La sera, nell’incresparsi

del tempo,

è breve.
L’attesa, la preghiera, il restare uniti, 

divagano nell’urgenza dell’attimo presente, uscire 

dalle nebbie. 

Poche tracce di Te, ma nelle parole,

Ti sto cercando,

Come una donna che corre

E ha i muscoli freddi.

La scelta della felicità.

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Io non so se sarà l’incontro, se arriverà,

se deve arrivare, se voglio solo io che arrivi,

se è un sogno o un mito, se è un alibi,

un pugno nelle ore della vita,

lente ad aspettare,allora tanto vale amare.

Amare chi non è amato, chi non è scelto,

chi non può parlare, chi è meno del meno (neppure umano)

chi mi porta difficoltà, chi mi mette pensieri, tensioni,

chi non ha colpa dei miei pensieri e delle mie tensioni.

Più piccolo del piccolo in questo mondo di grandi lottatori.

Perché scelgo di sbaragliare un equilibrio, provare ancora una volta,

magari fallire ancora una volta, oppure farcela, ma faticare,

la mia energia non dovrebbe essere disposta in modo più ordinato, razionale?

Oh, in mille cose della mia vita avrei potuto essere più ordinata e razionale,

ma ho sempre scelto di essere felice.

Attraverso i flutti del dolore sulla barchetta di carta 

Cantando.

Non tutti comprendono la scelta

Della felicità.
Tutto questo ha un senso oppure non ce l’ha.
Ed è così, l’Amore.

(Immagine presa da internet)