Archivio mensile:marzo 2017

Senza sapere verso dove.                 (Francesco, è meglio seguire il servo o il padrone? )

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Tornare senza sapere verso dove,
Nel vento, tra gli ulivi, sfatto di lacrime

Liberarsi di quella stolta armatura,

Girare le spalle all’ombra del servo ignaro, 

e tornare, senza sapere verso dove. 
Sapere che le voci di alzeranno come caos nell’ombra

Contro di te, sapere che centinaia di dita ti indicheranno,

tutti credono di sapere cos’è giusto per te, e perché falliscono 

tutte 

le tue imprese…
Signore, cosa vuoi che io faccia?

Torna ad Assisi. 
Un sorriso nuovo nelle lacrime fragili,

Sul tuo cuore che non sa,

Mentre torni, senza armatura,

Senza sapere verso dove.

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E noi lo perdoniamo, per quello che di bene, nascosto.

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Vedi, scegliere la leggerezza

Dell’anima,  a volte, fa sentire il mondo

Troppo pesante.
Come ne usciremo? Fidandoci,  ancora una volta,

Del nostro primo sì. 
Non è facile, il mondo

Quando hai bisogno ti aiuta per un po’, poi si stufa, 

Comincia a giudicare senza conoscere, a tanti finti umani giusti,  sai,

Piace credersi e fare i padroni della vita degli altri.
Non so perché, forse il mondo li ha resi prigionieri 

Di un destino triste, fatto di grigiore stanco, di dita puntate 

Per estirpare il diverso, l’allegro,  la gioia.

Per invidia sottile, per conformismo facile,  

Per il silenzio del cuore, per le buone parole svuotate di senso,

Per lontananza estrema e inconsapevole

Da Lui.
Forse sbagliamo noi, anzi, certamente, 

Sbagliamo ad amarci,  quando il mondo ci vorrebbe divisi e rabbiosi, 

Sbagliamo ad insistere,  quando il mondo ci vorrebbe scoraggiati,

Sbagliamo ad essere sereni, quando il mondo ci vorrebbe disperati.
Quello stesso mondo che incontreremo stasera e ci ha voltato le spalle,

Questo stesso mondo artefatto, che rincorre se stesso,

e muore di continuo senza risorgere mai.
E noi lo perdoniamo, per quello che di bene, nascosto,

Resta in lui.