Archivio mensile:dicembre 2016

Dalla mia piccolezza.

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​Come fa la luna a splendere
Sotto la neve?
Io so perchè, la luce non è sua.
È tutto, un miracolo. 

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L’acqua scorre.

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L’acqua scorre, come il vento oltrepassa,
Accarezza, 

I miei capelli grondano necessità 

Nella mano lavano

Lacrime.
L’acqua scorre 
Fianchi e schiena, ventre e viso mio

Sorrido e tremo,

Ascolto lo scroscio

Del tempo.
L’acqua scorre e respiro ancora,
E dico eccomi,

Eccomi, vita,

Sappi che non rinuncerò 

all’imperfezione.

A quello che mi ha chiesto la via.

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Oh, vorrei avere il potere sciamanico di mille donne furiose

Tigri o leonesse a cui sfiorano i piccoli, vorrei

Abbattermi con la forza di un diluvio e terrorizzare,

Ridurre all’umiliazione l’uomo che mi ha chiesto la via,

Vorrei scatenare tutte le mie magie, costruirgli intorno

Stretti muri spinati, ammalarlo, fare che mi supplichi,

Che, annientato, ritorni come larva strisciando

Tra l’erba, tra lo scalpiccio frenetico dei cani che corrono,

Schiacciato, mentre io sorrido, io leonessa e tigre,

E poi stendo la mano, e lo perdono.
Gli concedo di vivere, mentre lui fuggendo abbandona

Quello che mi aveva rubato

Senza ancora sapere chi fossi.
Perseguitato da se stesso, nonostante la mia grazia,

Vestirsi di stracci e non dormire mai più,

Per paura del buio, quando appare la luna.
Non così è la realtà,

E io si, sono una tigre e una leonessa,

Ma nel mondo che respiro.

La mia magia è fidarmi, ricominciare,

Alzarmi, credere, sorridere, cantare, fare musica e poesia,

Pregare, avere amici, baciare il mio sposo,

Accarezzare mia figlia,

Giocare con i miei gatti,

Essere povera di soldi e ricca di amore,

Risparmiare l’insulso dalla mia vendetta,

Opporgli il bene.
La mia promessa della vita:

And death shall have no dominion,

Death shall have no dominion. 

Allora questo silenzio si impregna di musica.

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E allora questo silenzio si impregna di musica,
e non piango più per le tue spalle voltate,

per la tua indifferenza.
Onde di luce sovrastano una realtà di attesa e fatica,

Piogge di nuvole ammorbidiscono i no, i forse e gli aspetta,
La nostra felicità non è meno reale del tuo egoismo,

(Ma non te ne accorgi, hai le spalle voltate, vedo

La linea della tua scoliosi, 

quanti inchini al nulla, occhiali appannati puliti con banconote eccedenti.)

Mentre il nostro silenzio si impregna di musica,
Le nostre mani si stringono all’Amore.

(Che poi, nulla è nostro, nè mani nè lacrime,

Nè l’amore o la musica, 

nè le parole

nè il silenzio.)