Perché tremavi e Occhi di polvere.

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Due poesie dedicate, che stanno bene insieme anzi, non possono stare una senza l’altra. 

PERCHÈ TREMAVI.

Parlami, dimmi, se era solo che tremavi di paura, di terrore, di paura si può tremare, ma anche di rabbia, si trema,di rabbia, quando tremano le mani, quando hai i brividi nelle gambe, nei nervi, 

Oppure, si trema quando si sta per piangere, sulle labbra che si incrinano,

I pugni che si stringono, anche questo

è un momento per tremare, quando ricordi,

quando i ricordi sono più veri del presente, perché ti sembra di non avere più un presente, ecco, allora è lì che tremi.
Ma tu non vuoi dirmi perchè tremavi, 

e io dovrei amarti, abbracciarti e custodirti,

e pensare a tutte le volte che sei bella, ai funghi raccolti nel sottobosco,

a un’alba,

a un gattino salvato.
Vita e morte, danza e sangue, suono e rumore,

Io ti amo nella luce e nel buio, come dicevano antichi poeti:

o Natura.

 

OCCHI DI POLVERE.

Gli occhi pieni di polvere non possono vedere,

le case.

Eppure, tutto ricomincia, sempre, ci si rialza, 

Si lavano gli occhi con le lacrime, si puliscono gli occhiali, si vede,

La speranza è un dono difficile da scartare,

sembra di non averne mai bisogno.
Poi ti appoggi a lei come la voce dei vivi nel buio,

e ti addormenti e ti svegli,

ed è domani.
 http://www.umbriaon.it/2015/terremoto-gattino-salvato-dalle-macerie/

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