Archivio mensile:agosto 2016

Perché tremavi e Occhi di polvere.

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Due poesie dedicate, che stanno bene insieme anzi, non possono stare una senza l’altra. 

PERCHÈ TREMAVI.

Parlami, dimmi, se era solo che tremavi di paura, di terrore, di paura si può tremare, ma anche di rabbia, si trema,di rabbia, quando tremano le mani, quando hai i brividi nelle gambe, nei nervi, 

Oppure, si trema quando si sta per piangere, sulle labbra che si incrinano,

I pugni che si stringono, anche questo

è un momento per tremare, quando ricordi,

quando i ricordi sono più veri del presente, perché ti sembra di non avere più un presente, ecco, allora è lì che tremi.
Ma tu non vuoi dirmi perchè tremavi, 

e io dovrei amarti, abbracciarti e custodirti,

e pensare a tutte le volte che sei bella, ai funghi raccolti nel sottobosco,

a un’alba,

a un gattino salvato.
Vita e morte, danza e sangue, suono e rumore,

Io ti amo nella luce e nel buio, come dicevano antichi poeti:

o Natura.

 

OCCHI DI POLVERE.

Gli occhi pieni di polvere non possono vedere,

le case.

Eppure, tutto ricomincia, sempre, ci si rialza, 

Si lavano gli occhi con le lacrime, si puliscono gli occhiali, si vede,

La speranza è un dono difficile da scartare,

sembra di non averne mai bisogno.
Poi ti appoggi a lei come la voce dei vivi nel buio,

e ti addormenti e ti svegli,

ed è domani.
 http://www.umbriaon.it/2015/terremoto-gattino-salvato-dalle-macerie/

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La Natura siamo noi

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La difficoltà di mia figlia di trovare parole per una poesia: 

la natura siamo noi.

Mi guarda, problematica: io la vedo in modo scientifico, 

non in modo poetico, mi confida.

La lascio cercare, in silenzio,

perché trovi in sè 

radici e foglie,

corteccia e rami,

ali di colibrì e orme di lupo sulla neve,

ciglia di cerbiatta e passo di scoiattolo.
Sete per i ghiacciai che si sciolgono e l’acqua che finisce.

Fame, per gli animali uccisi per ingrassare gli umani,

Sonno, per la terra che continua a non dormire,

Parole, musica, suoni, per raccontare 

Qualcosa che nessuno vuole davvero ascoltare.
È tutto così fragile e prezioso,

continuiamo a consumarlo, come fossimo deità onnipotenti,

e siamo solo custodi stolti,

Salvati dall’inguaribile fiducia 

e pazienza

dell’Autore del poema.

Anche questo sabato (non ho paura della pace)

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Non ho paura della pace,
in mezzo al pianto spezzato dei bambini morti, 

cerco mani da stringere.
Non ho bisogno di distruggere i colpevoli,

desidero acqua, pane, giustizia,

una carezza, 

senza secondi fini politici.
Una donna abbraccia la sua bambina in mezzo alla polvere

in fondo al mare sono ancora abbracciate,
mentre il mondo riempie i supermercati e le spiagge e le discoteche

anche questo sabato.