Archivio mensile:maggio 2016

Ma in questa mia città.

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Ma in questa mia città di pubblica amministrazione e imprenditori, politici già ricchi e se li eleggeranno saranno ancora più ricchi, e ricchi che si fingono poveri per sentirsi buoni,Tu, fortunato, che cammini spedito chiedi sostegno ma io nei polsi ho il ricordo

Del profugo 

vestito di due tovaglie bianche sotto la pioggia

Non chiedeva niente, sono io che gli ho regalato il mio ombrello.
Ma in questa mia città a nessuno importa del verde, se non quando conosci un assessore,

Dell’azzurro, se non per disporre fiori con un colore che non contrasti con il cielo, che non contrasti.
Ma in questa mia città mi chiedono di sostenere chi può diventare importante,

Dei piccoli e dei poveri, della poesia e della creazione, mi spiace,

Non ci sono interessati.
Mia città, eppure io ti amo tanto,

Ma la tua vocazione è diversa dalla mia, io cerco il piccolo, tu pensi in grande,

Io vado controcorrente, tu coltivi il potere.

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Di essere invisibile me ne sono accorta presto.

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Di essere invisibile me ne sono accorta presto, quando nessuno si accorgeva dei lividi sulla faccia e sulle gambe,nel corpo di una gatta randagia ho vagato per questa vita fingendo superiorità sui dolori, 

ho finto di addomesticarmi per amore, per seguire Te,

Tu solo sai con quale naturalezza ricamo vita quotidiana sul niente

che sono.
Se mi tendi la trappola del cerchio, io ti ignoro, se insisti io soffio,

anche tu, che ti amo tanto, ti soffio, 

se insisti, se vuoi prendermi, ti soffio.
Gatta domestica, calda e presente,

Gatta randagia, ferita e fiera,
Invisibile sempre, invisibile trasparente,

Il dolore che non puoi sapere, è la più spessa nebbia.

Il fiore tra i capelli.

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Amo, amo,grazie a te

che sbocci come il sole al mattino

dopo giornate di pioggia

e il respiro di sollievo
e che profumi 

come il fiore bianco

raccolto dal figlio per gioco,

per portarlo alla mamma, 

e lei sorride, in silenzio,

e mette il fiore tra i capelli.