Mercoledì santo. Due gocce.

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Scende piano, non da sola, si fa strada, amica della gravità, lungo la guancia, sfiora la mandibola, una sua sorella arriva al mento, cade, scompare.

Non voglio piangere sotto la doccia o la pioggia, non quando mi lavo il viso, i denti o le mani,

un attimo, due gocce,

la mia preghiera inascoltata, il peso del silenzio, 

il punto del punto interrogativo, 

quello che tira giù il gancio,

lo dedico a chi amo, subito.

E l’ape blu non si appoggia, mi vola intorno, mi predilige.

Si fa bella.

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