Archivi giornalieri: gennaio 17, 2016

Il mio silenzio ti interpella? (Ultime meditazioni sulla pace, sulla guerra). 

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L’inizio di tutte le guerre sono le persone che pretendono Silenzio, ordine, tranquillità.

Rispetto degli spazi, regolarità degli orari,

Sentirsi protetti, sentirsi importanti.
Quando incontri un essere vivente, indifeso di fronte a te,

E spontaneamente fai i calcoli di quanto ti costa in denaro amarlo come si conviene.
È sempre troppo, costa sempre troppo, un essere vivente costa una cifra

Indescrivibile.

Che rabbia che ci sei. Mi costi, mi costi, mi dai fastidio.
L’inizio della guerra è l’esistenza di un debole? 

La fine della guerra è l’eliminazione dell’elemento debole,

Nel ripristino della regolarità? 
Io chiedo, a voi, io ho il cuore che urla,

E non ho nessuno, più nessuno,

Che mi accoglierà.
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Io sono venuto a portare il fuoco su questa terra.

D’ora in poi, il tempo della realtà.
Ti vedo schiacciare la vita dei più piccoli

Sono la testimone invalida e sconfitta,

Perché amo chi aggredisce, gonfio del suo egoismo.
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Il mio amore aveva un giardino,

Con cura lo teneva, con gelosa cura.

Un giorno arrivò un cane, scodinzolava

E il mio amore lo accarezzò, gentile,

Disse: che carino che sei, vieni in braccio.

Lo prese, e lo portò fuori dal giardino, e chiuse bene il cancello,

Era più importante la bellezza del suo giardino,

Dell’amore di un cagnolino.
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Accoglienza è la parola

Da con-fondere con Pace.

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Dimmi cos’è la pace! Pace è tranquillità?

Adesso che l’hai ottenuta, 

Tu sei tranquillo,

Ma qui nevica dolore.
Urlami cos’è la pace! 

Cos’è la pace, 

Un vincitore e uno sconfitto, un compromesso, uno di noi due

Che cerca di dimenticare.
La neve muta del mio dolore copre le crepe subdole del suolo

E ci vorrà del tempo.
Io so cos’è la pace, è straziarmi il cuore,

Portarlo dall’altra parte, per riuscire a sentire misericordia di te,

Braccia aperte, 

arrese 

all’amore che provo per te.

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In una guerra, qualcuno deve rinunciare

Perché torni la pace.
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Ma tu, sei in pace? 

Il mio silenzio ti interpella? 

La pace nasce dal silenzio, o dall’umiliazione,

La pace nasce dalla verità?
Il mio silenzio ti interpella? 

Ma tu, sei in pace?

Un silenzio domato. (Hai presente quando pensi la pace?)

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Hai presente quando pensi la pace?E ti immagini prati verdi e fiorellini, bambini

Che si tengono per mano, cieli azzurri, sorrisi, 

Sollievi, abbracci, riconciliazioni, 

Il Rassicurante Lieto Fine,

Il “ti voglio bene, anch’io”, dei telefilm americani,

La torta di cioccolato in tavola, 

Le armi bruciate, e tutti fratelli e sorelle,

Hai presente quando pensi la pace, 

E credi che la pace sia così.
Non è vero. La pace è un fuoco dentro che dilania,

È accettare una necessaria ingiustizia, 

Quindi è mentire, accettare compromessi che provocano vittime,

La pace che ho sperimentato è il dolore,

È solitudine, cos’è la pace,

È dolore, è solitudine.

È 

un silenzio 

domato.

L’inizio della disillusione.

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Con questa poesia inizio una serie di meditazioni in poesia sul significato della parola pace. Pace in senso planetario, sociale, e pace nel senso intimo, dialogico, di incontro doloroso con l’altro. 
L’inizio della disillusione è un attimo rubato,L’accorgersi di non essere più insieme,

Il distacco, scoprire nell’altro un egoismo,

Una mancanza d’amore che ti strazia.
L’inizio della guerra quotidiana è in questo freddo che deriva

Lentamente, tranquillamente, come niente mai fosse stato,

Un piccolo vivente chiassoso che non chiedeva altro

A noi, che di essere amato.
E nel mio tornare indietro c’è un dolore nero, acuto, 

Solitario, 

Necessario. Ora, se per la pace

È necessario eliminare il ciuffo di rami spogli

Che disordina l’aiuola, 

Se per la pace questo si deve fare, io l’ho fatto,

E pace sia in questo microcosmo familiare,

Ma non in me, 

Non in me,

La pace a volte richiede

Una morte silenziosa, solitaria,

Senza ritorno.