Solo tu che sei una gatta.

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Dietro la legnaia c’ero anch’io,nella pioggia, femmina di nessuno, mamma spersa,

la verità si intravvedeva dallo sguardo: grande,

verde, diffidente, prezioso,

un infinito piccolo e svelato

un dono segreto, un orto concluso.

La scheggia del ghiacciaio è arrivata nel deserto,

per magia ha irrorato la sabbia, per caso vagabondava un semino,

e le due diffidenti si sono scambiate un patto eterno.

(Nelle suppliche della mia giovinezza no, tu non c’eri,

Tu sei natura, non eri ancora nata, sei natura e respiro,

Io non sapevo che saresti esistita).

Ma alla porta 

della mia nuova vita,

due gatti si amavano,

un cane cattivo mi prediligeva.

E io, che sono niente, 

così sto imparando negli anni l’amore.

Gli esseri umani fanno azioni darwiniane più o meno consapevoli, tutti i momenti, 

più o meno elaborate, intelligenti, spietate e gentilissime.

Per essere felici so per certo che a questo gioco non bisogna giocare, 

che è consigliato tenersi alla larga dai protagonismi, dai titoli di testa.

A volte pesa essere così violentemente liberi, e tu, sorella, 

Solo tu che sei una gatta, puoi comprendermi.
  

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