Archivio mensile:novembre 2014

Lacrime

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Lacrime di attesa, lacrime di preghiera, lacrime di nostalgia,
lacrime di rabbia, lacrime di allergia, lacrime di paura,
lacrime di tenerezza, lacrime di desiderio,
lacrime di vento, lacrime di una musica ricordata,
lacrime che urlano, lacrime bagnate di rugiada,
lacrime bagnate di fango,
lacrime come le tue e le mie, segrete,
silenziose,
inadeguati sospiri di fronte al tuo infinito,
lacrime essenziali
subito scomparse, lacrime promesse
e mai permesse,
lacrime,
come un fiume sotterraneo rendono fertili le colline,
e fragili,
ma tu non avverti,
lacrime che sei tu,
oggi, non altro
che tutte queste lacrime
sei Tu.

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Una nuova amica è giunta silenziosa.

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Una nuova amica è giunta silenziosa, quest’estate.
Non sapevo che l’avrei incontrata, e mi pacifica
e mi accarezza l’anima, indovinare nel corso dei vai e vieni
quotidiani la sua silenziosa,
armoniosa compagnia.
Nessuno ha mai raccontato di lei
segreti celesti che io so, adesso,
perché li vedo rispecchiarsi in me,
nei passi incerti e lieti del mio crescere,
e nell’amare.
Lei ed io, di fronte allo Specchio
degli Occhi dell’Amato siamo
dolci spose e sorelle trepidanti, ma lei,
esperta e forte, per mano
mi accompagna.
Umile, imparo da lei senza saperlo,
piena di gratitudine, io le voglio bene.

Vorrei dire tante cose che si usano dire in queste occasioni: “sebbene io non fossi degna…”, “come in una spirituale rivelazione…”
Ma non è così. Io e lei, amiche, siamo uguali,
il capo protetto dallo stesso Velo.

…Forse le è piaciuto il nome d’arte che mi sono scelta,
Che in pochi ricordano,
Che è il mio cammino,
la lontana mia meta.

Se ricordi il mio nome, saprai chi è la mia amica,
una vita intima chiusa, come una fruttuosa serra in un segreto luogo,
dove fiorisce perfetta
Letizia.

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La tua risata mi fa, splendente.

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Mi chiami splendente, ma io mi illumino
al suono della tua risata…
Bentornato, spensierato ragazzo,
Sei il benvenuto tra le mie braccia.

Le guerre del mondo la tua voce rendono seria,
e velata di ansia, bisognosa di conforto. Devo sempre cercarti
Tra le pieghe della maschera del buon senso…

È la stanchezza, nelle sere autunnali,
che contagia i silenzi,
dilaga sulle intenzioni,
quando le preghiere della notte
sono un pigolio trasognato,
arreso, fiducioso

Nella nebbia notturna camminiamo da tempo cercandoci
e siamo sempre stati fianco a fianco,
e adesso, come per sempre,
Vivissimi.
Come il mio canto che è cambiato ma è più vero,
Come la tua risata che sembra la stessa di ieri,
Ma è più bella, oggi.

Così non ti chiamerò più mio cavaliere, come amavi
quando eravamo fidanzati,
sappiamo entrambi che non sei un cavaliere, e non sei nemmeno mio!
Ti chiamerò in segreto come tra noi, tutte le mattine, e le sere,
il sussurro, il richiamo,
il nome che solo,
posso aggiungere alla parola mio,
e che tu sei.

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31 ottobre. Riflessi di coscienza.

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Riflessi di coscienza su quel viso
bianco e nervoso
che si prepara alla festa.

Respira l’intuizione
dell’impercettibile distanza
tra immergerci,
e impantanarci.

Quest’estate risalivamo dall’acqua ridendo,
E ci raccontavamo cose per cui morire di gratitudine,
e la pelle sapeva di azzurro trasparente,
e voi risplendevate dentro i miei occhi,
proprio dentro i miei occhi, vi vedevo.

Niente paura. La promessa bella dell’amore
è che tutto si può ricominciare. Tutto,
tutto, nel tempo che siamo,
continua a resuscitare.

Tutorial del giorno: gli occhi aperti velati di neonato assonnato,
in astinenza di abbracci;
generose dosi di struccante, un sorriso,
un domandare scusa, un accomiatarsi senza rimpianti,
e leggeri e lieti riprendere il volo.

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