La schiena di Dio (per Claudio)

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Davanti ai miei occhi, la tua schiena
Voltata
Apposta
Perché non vuoi incontrare il mio sguardo,
Perché sai che ti accuserei
E sai che ho ragione.

Travolto dalle lacrime io
Cammino sul ponte tibetano che precipita
E tu non allunghi la mano.

No, non ti volti.

Stuoli di umanità impazzita dall’incerto
Cerca nei secoli di spiegare
La tua ostinata sordità,

L’unica consolazione possibile è
Lo strepito soffocato
Dondolante come un folle rinchiuso
Nell’angolo della stanza imbottita
dell’assurdo:
Lo faccio perché ti amo.

(A naso in su, con un lieve tono
Di supponenza.)

Adesso, se hai il coraggio,
Affronta il mio sguardo limpido
E duro
Di padre
Che pretende.

E proponimi la tua versione
Dei fatti.

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