Quattromilatrecentoottanta (amore con la a minuscola)

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Rendimi felice difendimi
Coprimi con la tua giacca quando piove
E liberami,
Aiutami a crescere e
Consolami,
Forte, forte,
Ero sicura
Di dover invecchiare, prima
Di riuscire a dirti
Ho bisogno di te.

Non staccare mai gli occhi da me,
Guarda avanti, andiamo,
Cantami,
Smontami, inteneriscimi,
Adesso, ogni attimo,
Da’ ragione a tutti gli ieri
Della nostra vita,
Allungami il domani,
Saziami con milioni di ragioni
Ironicamente irrazionali
Per stare con Te.

Quattromilatrecentottantagiorni.
Uno, due, tre…

(L’immagine a commento di questa poesia è ” Lo sposalizio della Vergine” di Raffaello Sanzio. L’ho scelta non per il suo contenuto, seppure molto bello e profondo, ma perché è l’immagine che troneggia nel tinello della casa di due nostri amici con qualche anno più di noi, una coppia dolce e bella, piena d’amore e di buonumore. Non ho trovato miglior compagnia per parole dedicate a quell’amore con la a minuscola che pazientemente, ostinatamente, con una leggerezza miracolosa nonostante i giorni di dolore e battaglia, persiste e prefigura quello Eterno.)

20131209-115528.jpg

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