Archivio mensile:dicembre 2013

Ti auguro di avere una finestra sempre aperta!

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Ti auguro di avere una finestra sempre aperta!

E da questa finestra
Sentire il freddo, il caldo,
Il sole, la pioggia,
Fare entrare gli amici,
Invitare i nuovi arrivati,
Capire cosa succede,
Far sentire molta musica,
Ascoltare molta musica,
Raccontare poesie,
E respirare, tutta la poesia,
Accogliere la natura,
E goderti le fusa del tuo gatto
Sul tepore del davanzale.

Ti auguro che ogni alba sia una carezza
Colorata di speranza
E ogni tramonto sia un caldo bacio
Di promesse mantenute.

E anche quando la delusione e il dolore
Busseranno alla tua porta,
Invece di scacciarli, io ti auguro,
Ti auguro di saper aprire loro
Con un dolce sorriso,

Così loro, dopo un breve saluto,
potranno uscire in fretta
Dalla finestra aperta.

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Le Ali del mio Angelo.

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Ieri notte non riuscivo a dormire, sai quando è il momento di iniziare qualcosa di nuovo e promettente, e non sai come andrà, e vorresti che vada bene, ma in passato sei stata delusa, allora sei fragile, sei indifesa, allora fai finta di dire non m’importa, così ti premunisci dal dolore, così il mio cuore batteva come quando senti bussare rumorosamente alla tua porta e non te l’aspetti, ma in continuo, come il rubinetto del bagno che perde, come l’antifurto che non smette.
Decido di fidarmi e di affidarmi. Mi accomodo nel palmo della Sua mano.
Respiro.
Lascio
Che gli eventi siano
Come le ali del mio angelo
Custode,
Trasparenti,
Colorate,
Di una velocità invisibile.
Così i messaggi
Cadranno sul palmo aperto
Della mia mano
Stelle di neve
Della bellezza di un attimo.
E io dirò
Il mio Eccomi,
Solo
Nell’opacità del fiato
Concretizzato nell’aria
Fredda,
E io
Sorriderò,
Nel tepore
Di Te.

La Fede, la Fiducia, non sono che un lasciar andare le cose, non trattenerle. Vivere la vita senza la smania di afferrarla e farla mia, questa è il vero atto di coraggio, l’essenza della libertà.
Il cuore della felicità.

(Musica: Al chiaro di Luna di L. Van Beethoven. Immagine, l’altare all’Angelo Custode che si trova nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino.)

http://m.youtube.com/watch?v=7WPhX7T7roA

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…Cosa stai cercando, adesso? (Dialogo tra due amiche adolescenti sull’amore)

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(…) Mentre Elena cercava su Internet, Emma si confidò con lei, seria.
– Sai, mi colpisce molto quello che tua mamma sta facendo per amore. Non si stanca di cercare tuo padre, non lo abbandona.
– A volte mi chiedo se é giusto. Invece di insistere con mio padre, potrebbe tornare da noi… stare insieme…- , rispose Elena, sincera. Emma annuì.
– Isabel sa che cercando Luka arriverà ad Angoss.
– Sì, ma Clare Unity significa lottare insieme. Lei é una Regina, e quindi è molto potente, ma da sola cosa potrebbe fare se si trovasse di fronte ad Angoss? Quando dico che mia mamma potrebbe tornare da noi, non intendo dire che deve lasciar perdere. Ma potremmo fare le cose insieme, io e Jaco potremmo aiutarla… Forse non ci conosce, e ci considera ancora dei bambini… Non ha abbastanza fiducia in noi…
– L’amore é talmente profondo… A volte non è facile lasciarsi andare e viverlo così totalmente, come sta facendo Isabel.
Elena guardò l’amica, comprese che Emma stava riflettendo sui suoi sentimenti, sulle sue scelte. Sorrise.
– L’amore e la disperazione si somigliano, perché se ti doni a loro, tutt’e due ti perdono. Solo che l’amore ti perde e poi ti ritrovi, e sei meglio di prima. È stato necessario quel perdersi nel nulla, per riconoscersi nuovi, per avere una nuova vita. Nel momento in cui ti abbandoni in quel nulla, devi essere fiduciosa, avere fede che il mare dove ti stai tuffando non è disperazione, ma amore.
Elena, giovane Bardo, continuò con dolcezza.
– Sai che a me piace collezionare i suoni, creare loop. Ci sono alcuni suoni che non vibrano. Iniziano e finiscono lì, oppure hanno una vibrazione molto breve. Altri suoni vibrano a lungo, resistono nello spazio e si allungano, si adattano. Questa è la differenza tra disperazione e amore. Per questo, un incontro che dura solo un attimo non può essere amore, ma disperazione di due solitudini. L’amore è fatto per vibrare a lungo, per allungarsi ed adattarsi allo spazio e al tempo. Sei mia amica, Emma, e se Jaco non fosse pronto a vivere l’amore lo sentirei, te lo direi. Ma io so che è pronto, e ti ama davvero tanto.
Emma abbassò lo sguardo evitando quello dell’amica, per non mostrarsi addolcita e commossa dalle sue parole. Un Combattente non può avere debolezze sentimentali. Sophie aveva ascoltato le confidenze delle due ragazze, ed era felice di sentire tanta poesia nelle parole di Elena, e come queste parole potevano curare l’incertezza di Emma, e guidarla ad aprirsi all’amore con fiducia.
Emma scrollò le spalle e decisamente cambiò discorso, tornando pratica e razionale.
– Tu cosa stai cercando, adesso?
Si riferiva ad Internet, ovviamente. Ma in un attimo, Elena rimase senza parole, e non sapeva cosa dire. Restò ferma con il viso illuminato dallo schermo del computer, ed Emma dovette insistere, per svegliarla.
– Cosa cerchi? Parigi?
– Ah, sì… Parigi. No, sto cercando “Cantante Mendicante”. Magari un posto a Parigi, una via. Provo a cercare sulle Mappe.
Proprio in quel momento Prue sentì un dolce tepore provenire dalla Pietra della Risoluzione che portava con un ciondolo, al collo. La prese in mano e in fretta si tolse il ciondolo, appoggiando la pietra sul tavolo.
– Arriva Petra, arriva Petra! – annunciò, felice.
Le cinque amiche si riunirono intorno al tavolo, e la pietra, con una grazia meravigliosa, in pochi istanti si trasformò nella gattina bianca e nera dai grandi occhi verdi.
– Petra, che bello vederti! – disse Sophie, accarezzandola, e Petra passò come in una sinuosa danza a salutare tutte, sciogliendosi in fusa musicali.
– Salve a voi, amiche mie. Ho qualcosa da dirvi. (…)
(Tratto dal romanzo di prox pubblicazione “Clare Unity”. Tutti i diritti sul titolo e il contenuto riservati)

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A Susanna.

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Mi è giunto in dono, inaspettatamente,
Un petalo di fiore profumato.
È volato dal cielo, planando in una danza
Silenziosa, sul palmo della mia mano.

Non sono pronta, non sono perfetta,
Non so come trattare questo dono.
Temo di stringere troppo, e stropicciarlo,
Oppure troppo poco curarlo,
E scambi la mia debolezza
Per affaticata indifferenza.

Non è così, non è così, pianse l’indegna
Prescelta dal misterioso disegno.
Ti amo fino al sangue, fino al vuoto
Di me, ti amo fino al sorriso, fino al gioco,
Fino a stravolgere la mia più profonda
Disordinata essenza.

Come farò quando sarai grande
E nascerà tra le pieghe dei miei occhi la gioia
Di raccontarti di me?

Dolce petalo di profumato fiore,
Bianco e puro e semplice, così più bello
Tu, che mi conquistasti con uno sguardo velato
E indagatore, tu,
Che porti il nome di un altro sogno
Restato tra le nuvole e mai sceso, che racconta me,
Tu che sei non mia, ma nostra,
E non nostra, ma Sua,
Sei venuta a salvarmi dall’egocentrica trappola
Preparata astutamente dal maligno
Per le orgogliose e stolide pseudo-poetesse,
Solitario piedistallo – preludio di una triste fine da sirene,

Più mi ferisci fino a sanguinare, più mi salvi…

Farmi vuota per te mi libera da me stessa,
E mi predispone al tempo Eterno,
E all’Amore, al quale
Ho consegnato il senso della mia esistenza.

Per te doveva passare la mia strada
Di vocazione, senza
Non avrei mai saputo
Dell’Amore e della Croce.

E ti sento dormire, e mi accorgo,
Di una concreta constatazione mi illumino,
In questo pomeriggio di vigilia:
Non so se di più io cerco di educare te a spiccare il volo
O invece sei tu,
Che stai al gioco, e stai educando me.

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Lettera criptata.

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Sento che lentamente si distende il tempo,
E le nostre mani
Si promettono, vellutate.
Sono umili, le colorate viole,
Sempre di buonumore…

Eccoli, i due piccoli del mondo,
Improbabili memorabili amanti,
Riprendersi con buffa tenerezza,
Seriamente Consapevoli
Che c’è un preciso notturno motivo,

Per cui Dio ci ha creato, tutti e due,
Con tanti capelli.

(L’immagine che ho scelto, è di Marc Chagall, “Amanti nel cielo di Nice”. Mi piacciono i colori, e anche questo volare degli amanti/sposi, in un’atmosfera da sogno, in uno spazio esclusivo, la luce, i colori, i ricordi, la passione del loro amore.)

Per tutte le volte che non t’ho amato.

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Per tutte le volte che non t’ho amato
Per tutte le volte che non ti ho visto passare,
Stanco, confuso,
E credevo di avere tutte le risposte su di noi,
Io dono la mia vita a Te.

Eccola, la solita fanfarona,
Si arriccia e si gonfia come i suoi capelli,
È un’orsa scostante,
E si crede una tigre,
Diglielo tu,
Se ti sente.

(La fanfarona è la piccola orsa tra le tue braccia.)

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Preghiera abbandonata

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…Di una notte, di un giorno,
Che non viene l’alba.
Preghiera incendiata
Dalle lacrime
E dalla testa bassa,
Il mento contro il petto,
E le palpebre scese,
A fare penombra senza trucchi, senza
Sconti.
Ti prego di amarmi,
Stringi le mie mani giunte tra le tue,
Ti prego di guardarmi,
Di dirmi quello che mi aspetto,
Io aspetto,
E oggi non ho più fiato,
L’attesa mi ha reso piccola,
Soffiata via, quasi
Estinta.
Supplicare l’amore,
Chiederlo a te…

Preghiera abbandonata
Reclinata, persa,
Inutile, sepolta
In milioni e milioni di parole,
Di intricate speranze,

un abbraccio bagnato di lacrime, che non trova
il Tu
che eri sempre stato.

E ripetersi che è solo un momento,
E allora

Mi tuffo in questo nulla senza voce
E finchè cado, aspetto
Chiudo gli occhi,
Aspetto
La tua presa.
(…questa è la Fede?)

Hai visto, amico mio, mio sposo,
Il vero volto dell’Amore,
Quando giocando e ridendo,
Ti spinge al precipizio,
Ti innalza sulla Croce.

E dopo, resti
Tu,
la certezza della mia,
nostra
estrema
Fragilità,
La consapevolezza
Dell’Amore
Aspettato,
Finalmente giunto,

Che ci solleva.

(Mio sposo, questa poesia è dedicata a te.)

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Reciproca vulnerabilità per il reciproco amore. (Empatia)

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Da una pagina Facebook che amo frequentare, trovo uno stupendo elogio della VULNERABILITÀ. Mi piace moltissimo, e sono totalmente d’accordo con queste parole, anche se spesso il comportamento vulnerabile viene tacciato di debolezza, e la fragilità viene giudicata quantomeno inopportuna. Invece questo ricercatore inglese afferma che la vulnerabilità è la base dell’empatia, e quindi di una relazione veramente profonda e di qualità.
Il brano è tradotto a mia cura. Il video è in inglese, ma è comprensibilissimo.

http://m.youtube.com/watch?v=1Evwgu369Jw

Da Brené Brown, “Daring Greatly”. Pubblicato su Brain Pickings (www.brainpickings.org)

The truth is, rarely can a response make something better — what makes something better is connection. (La verità è che raramente una risposta migliora le cose. Ciò che migliora realmente le cose è la connessione.)

And that connection often requires mutual vulnerability. Brown writes in Daring Greatly:
(E questa connessione spesso richiede la mutua vulnerabilità). Brown scrive in Daring Greatly:

Vulnerability isn’t good or bad. It’s not what we call a dark emotion, nor is it always a light, positive experience. Vulnerability is the core of all emotions and feelings. To feel is to be vulnerable.
(La vulnerabilità non è buona o cattiva. Non è ciò che noi chiamiamo un’emozione oscura, e non è nemmeno una luminosa esperienza positiva. La vulnerabilità è il cuore di tutte le emozioni e i sentimenti. Provare sentimenti è essere vulnerabili.)

To believe vulnerability is weakness is to believe that feeling is weakness.
(Se credi che la vulnerabilità sia debolezza, allora credi che provare sentimenti sia debolezza.)

To foreclose on our emotional life out of a fear that the costs will be too high is to walk away from the very thing that gives purpose and meaning to living.
(Bloccare la nostra vita emozionale a causa di una paura il cui costo sarebbe troppo alto, è rinunciare a ciò che dà motivo e significato alla vita.)

[…]

Vulnerability is the birthplace of love, belonging, joy, courage, empathy, accountability, and authenticity. If we want greater clarity in our purpose or deeper and more meaningful spiritual lives, vulnerability is the path.
(La vulnerabilità è il luogo di nascita dell’amore, dell’appartenenza, della gioia, del coraggio, dell’empatia, dell’affidabilità, dell’autenticità. Se noi desideriamo una maggior chiarezza nelle nostre motivazioni o avere una vita più profonda o piena di significato, la vulnerabilità è il sentiero giusto.)

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